Vonografia#1

Pere Ubu_1975/1982
I Pere Ubu per me sono la perfezione, il teatro dove si consumano le pulsioni paranoiche di chi si fa i gargarismi col cynar in mezzo a un ingorgo ed il dramma dell'assurdo.
I Pere Ubu fanno rock artistico, e spesso è proprio il rock a venire meno per fare largo ad ipotesi nel raggio dell'impossibile.
1975/1976_I singoli
1975_"30 second over Tokyo"/lato b "Heart of darkness"
1976_"Final solution"/lato b "Cloud 149"
I Pere Ubu si formano dalle ceneri dei Rockets From The Tomb, seminali precursori della new wave e del punk. Tra il 1975 e il 1976 danno alle stampe due 45 giri di straordinaria portata innovativa che inventano di fatto un nuovo genere, l'"avant garage", singolare fusione di rock e futurismo. Purtroppo di lì a poco il chitarrista Peter Laughner muore. Ha soltanto 24 anni ma un'infinito ascendente sulla musica contemporanea. Postumo esce a suo nome "Take the guitar player for a ride", bella raccolta di incisioni approssimative che mettono in luce il suo straordinario talento.
1977_"The modern dance"
E' l'anno dell'esordio sulla lunga distanza, ma tanta attesa viene premiata con un capolavoro. Nella danza moderna l'ansia e la follia sono totali: l'uomo è dipinto come una bestia nevrotica braccata dalla macchina, questa è l'avventura dell'individuo medio stritolato dalla metropoli tentacolare. La danza moderna è l'urlo di elettrodomestici che esplodono per un sovraccarico elettrico. Il collasso nervoso della civiltà tecnologica non si è mai espresso (ne si esprimerà più) in maniera così alta.
La musica: c'è un gruppo solido e preparato, capace di grintosi rnr, così come di numeri d'avanguardia e divagazioni jazz; ci sono un cantante ed un tastierista capaci di intuizioni epocali che sconvolgeranno il modo di concepire la musica per sempre; c'è soprattutto il modello massimo di canzone dell'evo moderno: "Steet waves".
1978_"Dub housing"
Il disco dark dei Pere Ubu. Il rito è sempre quello della danza moderna, ma l'atmosfera si è fatta fatalista e depressa, si respira perfino aria di rassegnazione. Tra dub apocalittici e rock postatomici, il processo di de-umanizzazione è completato. David Thomas, il cantante, è più cavernoso del solito, il gruppo suona alienato ed androide, ma non mancano guizzi geniali e numeri di grande classe. "Dub housing" è la calma che nasconde le inquietudini dellà comunità prima che l'urlo spezzi il silenzio nel quale si sono chiuse le frustrazioni della società.
1979_"New picnic time"
Toccato il nadir della depressione, i Pere Ubu ne escono rinforzati nello spirito. "New picnic time" è il disco nel quale le doti di giullare di David Thomas iniziano ad emergere prepotenti. Il gruppo si è trasferito da Cleveland a Londra, ed ha stretto amicizia con Mayo Thompson dei Red Crayola. L'influenza del genio della psichedelia texana non tarda a farsi sentire: il linguaggio si è fatto ancora più sghembo e demenziale. C'è sempre lo spettro della macchina, ma catapultato stavolta in una fiaba di Syd Barrett. Si sentono più di sempre echi di Soft Machine (quelli di "Volume 2" e "Third", con la vena surreale di Wyatt).
1980_"The art of walking"
Mayo Thompson entra nei Pere Ubu, e di per sè la notizia è già spettacolare. Non basta, ne esce uno dei dischi più bizzarri della storia del rock (?): ipotesi di pop impossibile con richiami a Red Crayola e Residents. La minaccia della macchina è ormai lontana ed il cabaret d'avanguardia ha trovato i suoi massimi portavoce.
1981_"Song of the bailing man"
Continua il sodalizio Mayo Thompson/Pere Ubu, entra intanto nel gruppo anche Anton Fier (Golden Palominos, Feelies). Il sound si fa più freddo, professionale, ma la band non risparmia lampi di genio, come al solito. E' difficile comunque associare questa formazione ai propri esordi garage: la musica che esce dai solchi di "Song of the bailing man" sembra quasi provenire da una produzione Ecm. Ma in qualsiasi campo si cimentino i Pere Ubu regalano sempre prove superlative. Non mancano le eccentricità, anche se sembrano frenate dall'esecuzione accademica dei musicisti, l'equilibrio magico non è comunque compromesso.
A questo punto la storia dei Pere Ubu si ferma. Si presenteranno di nuovo sulle scene alla fine degli anni 80 e proseguiranno fino ai giorni nostri. I singoli musicisti del gruppo daranno vita ad incredibili carriere parallele. Ma questa parte della vicenda richiederebbe un discorso a sè. Non ora, non qui. Magari poi. Per il momento non ho pretese di completezza.
Pochi hanno avuto buone idee per così tanto tempo, i Pere Ubu sono i massimi poeti dell'età moderna.
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