

***:::7h&Drùmànçhìn£-Anno II:::***


***:::7h&Drùmànçhìn£-Anno II:::***

Traduzione italiana della licenza pubblica generica per la distribuzione di software e opere (GPL): clicca qui. Da oggi la trovate anche tra i link di ***:::7h&Drùmànçhìn£. Questa è invece la versione originale in inglese.
Mestòarompercàzzo, fuori dal raccordo anulare si chiamerebbe "mal de vivre", comunque il concetto è che la vita mi appare sempre più quale un tempio di solitudine, io sono vacuo al pari di una inerme cariatide a sostegno del cielo e mai pago (nè mai una volta che pagassero gli altri, ohimè). Se esiste un buco nero al centro dell'universo è nel senso (ammesso che ve ne sia alcuno) ultimo di questi giorni selvaggi, Un vagheggiamento turbinante per deambulazioni erratiche mi tiene prigioniero in queste nebbie dei sentimenti contrasta(n)ti. A tale proposito mi sovviene un acuto epigramma un tempo dipinto sopra una parete della stazione di Acilia: "se hai dubbi, infrastrutture, esponi: te lo metto nel culo". Va bene, non vorrei attardarmi oltremisura, giacchè il sonno mi sorverchia e invero ho scarsamente voglia di vegliare sopra questa lagrimosa valle. Tante care cose.


Si replica domenica con un numero maggiore di spettatori. Un frullato di erotismo e violenza catartico della cultura pop al suono di un flusso di coscienza neo avant-garde psichedelicho. Non vi inganni l'altisonanza del nome, il Nuovo Eliseo è un luogo aperto e dialettico, vi sia sufficiente quale testimonianza delle ampie vedute dei personaggi che lo animano e ne incarnano lo spirito, la presenza di uno spettacolo atipico (almeno rispetto a ciò che la primitiva natura del contesto logistico imporrebbe) come questo. Venite a vedere lo schermo, il fantasma del palcoscenico.
Il luogo dove ora mi trovavo era una sorta di immensa ed assai scoscesa forra, che dalla cima quasi della montagna sboccava, press'a poco in linea retta, su un falsopiano a mille metri circa più sotto...
(Tommaso Landolfi_Racconto d'autunno)
Che fantasista rococò del grafema, quale descrittivismo miniaturistico, uno si domanda se è un romanzo oppure un verbale. Che mente, che mente...


Che posso dire, quanta nostalgia per una scena musicale ed un periodo ereticamente felice della mia esistenza. Non dovevo comprare questo vinile, sento come uno schianto negli organi interni quando il microsolco scorre sotto la puntina.
Quando uscì (circa quattro anni fa, in pieno periodo neo-minimalista) questo triplo cd divenne immediatamente un oggetto di culto fra gli appassionati. OHM-The Early Gurus of Electronic Music 1948-1980 (sottotitolava in maniera inequivocabile il cofanetto), una panoramica epitome costituzionale della faccenda minimalista, mi viene consegnata dalle sapienti mani (in pasta) di Claudia mentre perdiamo il treno Orte-Fara Sabina coglionati in maniera a mio avviso disonorevole. E' così che accedo a questo scrigno di perle avant-garde, vi ritrovo in parte materiali che già mi erano noti e che riascolto sempre volentieri ( le sperimentazioni ferroviarie di Pierre Schaeffer-Etude aux Chemins de Fer; la perla etnica di Holger Czukay-Boat-Woman-Song; Morton Subotnick con la lungimirante Silver Apples of The Moon; l'invetore del quarto mondo e rivoluzionatore della trombetta e della lingua di menelik Jon Hassell con Before and After Charm La Notte; l'onnipresente e talvolta bilocato Brian Eno con Unfamiliar Wind Leeks Hills; e altri ancora...), oppure materiali a me ignoti di compositori a me pur vagamente noti (Olivier Messiaen, John Cage, Otto Leuning, Edgard Varese, Karlheinz Stockhausen, Vladimir Ussachevsky, Raymond Scott, Terry Riley, ecc.), oppure proprio gente che non sò manco chi cazzo è. Comunque, la compilation è ben fatta, sembra un buon punto di partenza per addentrarsi in quella giungla grumosa di suoni scorbutici che è la musica dell'avanguardia storica. Fascinoide.
Vorrei dividere con voi la magia resa attraverso sofisticate sinestesie simboliste e crepuscolari del dilemma del desiderio amoroso che solo questi capolavori di raffinati rigurgiti sintetici sono stati in grado di sviscerare nella sua pienezza carnale: "Cazzo" e "Fottimi animale" di Cicciolina sono vertici del filone erotico nel contesto della canzone italiana tutta ingiustamente destinati all'oblio. In un'epoca in cui la ristampa è un fattore spesso puramente quantitativo e feticistico del collezionismo musicale, una riemissione delle performance canore della Ilona sarebbe un tributo dovuto ad un'artista intensa e poliedrica. Aspettando che nasca l'Alan Lomax del porno...