venerdì, dicembre 31, 2004

Vado, cosa mi trattiene del resto dall'andare? Chi vuol favorire il mio compito con qualche esortazione, anche ingiuriosa? Fuori ogni cosa giace per Frank, neppure uno sciacallo attraversa la via facendo il verso, neppure sembra di vedere una carovana o qualche beduino che affonda sul cammino, e non si può tentare barattare un orologio per un dentifricio, specie senza una bella ragazza di fianco. E io chi cazzo sono, caravan petrol di Carosone per avventurarmi in questa morte dall'anima? Vado, vado che nessuno mi tratiene neanche per un angolo del bavero. Rinnovo gli auguri di felice anno a tutti, saluti. Ora via, in coppa a stò camel...
giovedì, dicembre 30, 2004
Bene, come si può comprendere dalla presenza di salviette umidificate con non sò quale liquido, forse trementina e tequila verminosa, denominate con una felice intuizione di marketing "bidè", sono in partenza. La pasta dentifricia al tormento di fogliacce zozze pestate col mastello da antichi erboristi (dalle mani zozze a loro volta) è pronta per essere trasportata. C'è tutto quel che occorre per trascorrere una serata accampati in una casa nel fitto dei boschi umbri traboccante materiale umano trasudante sui vetri per la sicura inclemenza del freddo. Domani lavorerò per l'intera giornata con un unico turno da pace dei sensi, poi solo mi recherò dai miei intimi per intraprendere questo viaggio. Gli spostamenti ed i pernotti per me sono un incubo che trasforma ogni vacanza in follia, questa volta cercherò di dominare me stesso e non dare disturbo ai miei compagni con le mie lamentele. Sono contento di poter passare insieme una nottata di divertimenti, mi adatterò con docilità senza avanzare rimostranze neanche per ischerzo, diversamente pagherei il prezzo di una amara indifferenza -se non vero e proprio fastidio- da parte di coloro ai quali maggiormente sono affezionato. Prego che questo non debba avvenire, che anzi io possa essere un animatore di serate indimenticabili senza farmi rovesciare addosso una raffica di insulti come per l'ultima occasione. Capitemi, cazzo. Buon anno a tutti e felice prosecuzione dello stesso e di quelli a venire.
giovedì, dicembre 30, 2004
Mi trovo spesso in impaccio, essendo novizio nella mia occupazione. Quando mi si domanda qualche dettaglio di quel certo belletto -che per naturali ragioni di cromosomi sono portato ad ignorare- rispondo evasivamente, ma come Fantozzi quando lo si interroga sul kibbutz. C'è sempre qualche richiesta d'informazione che deve scontrarsi con la mia ignoranza, ed è facile incontrare lo sguardo inquisitore di chi si domanda tra se "è possibile che costui non lo sappia?", impressione presto avvalorata dalla mia impossibilità di fornire una risposta esauriente che non confini con l'immane e vergognoso cazzeggio. E' anche vero che coloro che mi guardano con una qual certa severità da sopra a sotto quando li servo, poi spesso parlano bene di me in mia assenza. Una volta una signora, evidentemente in un accesso di empatia, si è così espressa nei mie confronti: "quella creatura", e "quella creatura" ha 25 anni, "ha un sorriso così dolce...". Ma sta parlando a me? Dice di me? Scusate ma questa citazione mi piace sempre. Insomma crede ella questo del Vono, un individuo che 8 giorni su 7 è incazzato come un produttore hip hop del Bronx a cui abbiano dedicato un pezzo sul proprio amor materno che si vorrebbe far passare per opera di pubblico beneficio in virtù della spontanea generosità della genitrice? No, ma qui siamo impazziti, si parla senza approfondire la materia! E' forse la medesima persona -quella in cui si ravvisano angiolesche espressioni- di colui che già fu l'erba cattiva del Parco Ildefonso Schuster di San Paolo? Voi non sapete affatto, mia gentile sostenitrice: voi non conoscete il doloroso me, la cheta violenza segreta dell'esistere, l'anima tormentata, il germe della follia per cui si langue inerme in stanze mute vagheggiando come una pena intollerabile il calore solido di una compagnia umana che si addormanta nel tuo respiro. Voi non sapete affatto, ma avete in qualche misura ragione, a volte sono poco avveduto e dimentico di avere riguardo per la mia natura più intima e vulnerabile. Vi devo delle scuse.
postato da: vonobox alle ore dicembre 30, 2004 22:37 |
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giovedì, dicembre 30, 2004
Ho lasciato il negozio senza corrente mettendo temporaneamete fuori uso l'interruttore generale nel quadro urtandovi in maniera leggera con il dorso della mano mentre abbassavo una fila di levette sotto, disabilitando in questo modo anche il funzionamento della saracinesca. Questo incidente è capitato in orario di chiusura e mi ha costretto a trattenermi per un ora mentre intorno si faceva buio. Fortunatemente il barista adiacente aveva deciso di trattenersi con la famiglia a cenare proprio dentro l'attività, così è potuto venirmi in soccorso per risolvere il guaio laddove la mia ignoranza in materia di funzionamento del quadro degli interruttori mi impediva di agire da solo e con serenità d'animo. Quando sono arrivato in orario di apertura ho trovato l'estetista e una cliente ad attendermi "è in ritrardo, non ricorda dell'appuntamento?", com'era ovvio io non me ne ricordavo. Avrei dovuto aprire trenta minuti in anticipo per permettere a loro di procedere per l'orario stabilito. Ho abbozzato qualche scusa, però era chiaro che non sarei stato giustificato ma al limite tollerato per la mia disattenzione. L'estetista non ha fatto che ripetere negli sporadici contatti con i padroni del negozio che quando l'appuntamento era stato fissato io ero perfino presente, lo ripeteva quasi in maniera imbarazzata, come se da un lato temesse ritorsioni da parte mia (cosa che assolutamente non mi sfiorava, tanto ho continuato a trattarla con la stessa cordialità anche dopo) ma ritenesse comunque necessario doversi giustificare unicamente in quel modo. Certamenete la timidezza con cui si esprimeva rivelava l'innocenza quasi infantile di chi non sa nascondere la verità, e questo potevo capirlo. Quando anche l'estetista se n'è andata sono rimasto completamente solo in negozio, non è entrato nessuno per tutto il pomeriggio con grande danno per le vendite. Mentre giravo l'ultima serratura della saracinesca volevo scappare a casa, già il buio delle vetrine circonstanti mi osservava impietoso da un ora. Mi domandavo se mi stessi mettendo in cattiva luce con questi pasticci e perchè la mia buona disposizione d'animo venisse sempre rovesciata da eventi così strani da sembrare architettati ad arte da qualche nemico invisibile. Comunque venivo frainteso e ferito nell'amor proprio, alla fine avrei potuto essere giudicato inabile. Camminando verso la fermata dell'autobus ho incrociato una biondina molta carina che già vedevo venire di lontano, per un momento abbiamo alzato la testa e ci siamo fissati nei reciproci sguardi. Io non potevo davvero credere che una donna così guardasse in quel modo proprio me, proprio quell'inetto, così mi è venuta in mente una teoria dell'avvocato di Josef K sulla bellezza degli imputati e ho aperto il libro delle opere di Kafka che porto sempre con me in questo periodo in una pagina a caso, su quella pagina vi ho trovato esposta proprio questa tesi. Ricordandomi dei rimproveri che mi sono stati rivolti per la mia visione cupa del destino, ho deciso di chiudere il libro e non pensarci ulteriormente. Tutte sciocchezze. Il bus è mezzo vuoto, i più saranno già rientrati nelle case.
giovedì, dicembre 30, 2004
postato da: vonobox alle ore dicembre 30, 2004 00:25 |
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mercoledì, dicembre 29, 2004

Sto continuando a spargere con allegrezza le foto nei post di dicembre mentre invece dovrei iniziare a prepararmi. Sono il primo che ha reso il last minute sul posto una intuizione creativa. E' forte la new economy, se ho capito bene è un mucchio di gente senza soldi che fa diversi lavori che non sa fare senza approfondirne nessuno e alla fine deve chiedere un prestito. O forse quella è la mobilità, la flessibilità, o come accidenti la chiamano con un nome importante del genere. Però se lo dicono loro che l'hanno fatto per favorirci è senz'altro una bella cosa, è gente con la testa sulle spalle senza la s.
mercoledì, dicembre 29, 2004
Siedo qui ascoltando i Mission Of Burma con la prospettiva di un'altra cena a cui -a malincuore- vorrò evitare di partecipare, nonstante la presenza di un vecchio amico che non vedo da molto tempo. Già durante questi giorni mi è stato necessario ricorrere in qualche occasione ai grani di citrosolina, ho avuto un tale gonfiore che il fegato iniziva a farmi ombra ai piedi, sembravo un bagnino anziano in libera uscita. Una telefonata mi rammenta che devo fare il calcolo delle ore lavorate nel mese da inviare via fax al commercialista, non che non ci abbia pensato per tempo (essendo il 27 giorno di riscossione) ma quando ho provato a mettermi in contatto con lui prima delle feste si era rivelato latitante, il freddo messaggio formale della segreteria era stato l'unico genere di risposta ai miei tentativi. In verità non me ne frega nenche più di tanto perchè divido l'apparatamento con i miei, non fumo e non bevo, mangio poco, mi muovo con i mezzi, sono uno zitello incattivito, non viaggio, i miei divertimenti non sono particolarmente costosi. Insomma i soldi neanche so come spenderli, ma anche non sono una manica larga. E poi ascolto i Mission Of Burma dimenticandomi di fare il calcolo delle ore e a mezzodì siedo ancora con gli abiti della notte. Sul letto c'è un bazar di articoli che sembra si sia rivoltata una camionetta della nettezza urbana uscendo fuori strada, devo lavrmi, mangiare, e porca puttana devo scrivere queste maledette ore lavorate. Adesso faccio tutto insieme e al commercialista gli mando un foglio bagnato e sporco di sugo, non ho tempo.
postato da: vonobox alle ore dicembre 29, 2004 12:29 |
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mercoledì, dicembre 29, 2004
postato da: vonobox alle ore dicembre 29, 2004 00:52 |
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mercoledì, dicembre 29, 2004
Dovendo trattenermi sino a sera nell'attività, avrei dovuto raggiungere gli altri a cena muovendomi verso la costa in treno. Naturalmente non potevo sapere che questo sarebbe stato il motivo del rinvio di una buona occasione per rendere più solida la mia posizione sociale. Poco importa -pensai- sicuramente ve ne saranno delle altre, salvo gli imprevisti a cui tutti siamo soggetti in questo e in altro genere di affari. In fondo proprio l'andamento trasversale di quel destino che pareva insopportabile, adesso iniziava ad apparirmi -nella sua dolorosa intempestività- come un'intenzione timidamente rivelatrice di un più vasto e preciso luminoso disegno. In effetti fui sereno per tutta la serata, reso forse ancor più affabile dalla pesantezza delle palpebre e dalle pietanze che mi venivano servite abbondanti, in verità furono specialmente apprezzate perchè a pranzo - per mancanza di tempo- mi ero ridotto al digiuno. Non mi ero affannato troppo quel giorno, mi erano costati più fatica gli spostamenti in treno che il placido andamento degli affari. Ora, per una serie di coincidenze sbagliate, mi trovavo due volte in un luogo in cui non ci si apettava che fossi. Cercavo di immaginare cosa si sarebbe detto di me dopo gli ultimi eventi, o se non se ne sarebbe parlato affatto. Forse l'assenza avrebbe giovato alla immagine? Anima mia, dovete chiudere gli occhi su quelle cattive impressioni, che si riabiliti il mio nome di fronte al vostro giudizio! Sapete bene che in me avete un amico affezionato ed un estimatore sincero delle vostre vitrù, non datemi ulteriori pensieri. Sono certo che non vorrete procurare simili noie ad un individuo pur seccante quale io sono, tra l'altro la vostra intolleranza per i miei atteggiamenti si è trasformata in uno scherzo allietante e una confidenza ludica che mi onorano. Bene, ora mi sarei disteso nella città con una lunghezza lavata dalla pioggia.
postato da: vonobox alle ore dicembre 29, 2004 00:51 |
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martedì, dicembre 28, 2004
Lettera aperta a... (stò cazzo)

Ho ricevuto una serie di ingiurie per aver interrotto una conversazione che si protraeva da lungo tempo chiedendo asilo per i miei effetti personali. Mi sarei meritato simili offese per aver reso, secondo quanto mi si accusa, una settimana di campeggio estivo un inferno dominato dall'ipocondria. Non nego che sia vero, ho grandi difficoltà di adattamento e facilmente cado nello sconforto e nel malumore, ma percristo sono passati 4 mesi da quegli eventi. E poi mica mi sono fatto una lavaggio del cervello Alpitour, ma se il campeggio a sorpresa non è autorizzato e tra i rovi di quella che in realtà si rivela essere una proprietà privata, nel bagno in comune ci vogliono le pinne per camminare nel piscio, i responsabili sono irresponsabili, i carabinieri vengono più volte a pregarci di togliere il disturbo e c'è uno che giorno e notte grida che ha fatto la merda e che lui è mister cazzo, mi iniziano a girare le palle. Mi si riconoscano almeno queste più superficiali attenuanti, anche se avevo ben altre preoccupazioni che mi gettavano nell'angoscia poichè quel weekwnd si era per me trasformato -per motivi che non è il momento di divulgare- in una trappola, ma certo questo non posso spiegarlo. Soltanto ringrazio la vicinanza degli amici che sono stati solidali nei momenti più difficili, quando proprio mi sembrava di non poter sopportare più e avrei soltanto voluto versare lacrime di amarezza mentre invece ridevo scambiando qualche battuta intorno al fuoco sopra quella spiaggia. Basta, non voglio generare discordia ne serbare rancori, sono stato molto abile nel far si che non accadesse allora e certamente non lascerò che accada adesso solo perchè alcuni sono ignoranti dei fatti (ammesso che se ne fossero al corrente mi giustificherebbero). Sappiate che mi sono comportato generosamente in una situazione delicata e che sono molto affezionato a tutti, ciò vi basti. Tutto quanto l'ho risolto in gesto simbolico, un pegno che poi mi è ritornato, non sono affatto infelice di questa arrabbiatura. Anzi...
postato da: vonobox alle ore dicembre 28, 2004 07:59 |
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martedì, dicembre 28, 2004
Un poco di foto ritoccate, il soggetto è osceno naturalmente, ma c'ho solo la webcam con 2 cm di filo attacata al pc e più della mia faccia non posso riprendere. Ho deciso che le immagini voglio ricominciare a farle io su questo blog, visto che dai mesi precedenti per la maggioranza sono sparite. Finchè non acquisterò una macchinetta digitale dovrete contentarvi di ritratti minimali a bassa risoluzione, che comunque possono anche essere interessanti. Ho lungamente riflettutto se avesse senso mettere delle mie foto qui, mi sono detto che era possibile solo facendolo in un certo modo, sporcandole con innesti di grafica perchè si guardasse all'insieme e non solo al soggetto. Adesso che ci ho lavorato un pò penso di poter andare senza rimorsi e senza danno per la coscienza. Se poi mi si rimprovera per la mia fotogenia -che già è per alcuni è motivo di scherno- io me ne impippo beatamente, è una sciocchezza, poichè in base a questa idea si dovrebbero distruggere gran parte delle opere d'arte che tutti apprezziamo. Bè, dite la vostra se ne avete voglia e se proprio ne avvertite la necessità.
lunedì, dicembre 27, 2004
Mi è stato detto che con i soldi che mi hanno regalato a natale mi volevano comprare qualche capo d'abbigliamento ma è meglio se lo scelgo io, difatti ho trovato un libraio che fa un offerta sulla raccolta delle opere di John Fante e li lascio a lui. Tanto da quando lavoro in profumeria mi devo vestire sempre nello stesso modo, ormai vado in giro solo con quelle maglie nere con le toppe sotto i gomiti e quei pantaloni grigi, gli altri abiti che giacciono per grande parte del tempo inutilizzati nell'armadio li indosso (ma neanche sempre) nei giorni di riposo o quelle infrequenti volte che devo uscire. 40 euro di John fante, la follia dell'uomo non conosce limiti. Come faccio però, questi romanzi mi hanno cresciuto, le disavventure di Bandini e del ragazzino di "Un anno terribile" sono anche le mie. In particolare la storia dell'amore di Arturo per la cameriera messicana Camilla Lopez è una delle più belle della letteratura di sempre, quando per la prima volta l'ho ascoltata mentre la leggevano alla radio ho avuto una folgorazione, ho capito che Fante mi ha capito. Thedrumanchine gli deve non poco.
postato da: vonobox alle ore dicembre 27, 2004 23:41 |
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lunedì, dicembre 27, 2004
Dedramanscinomov (roamnzo russo o todesco a puntate composto di una sola puntata non finita)

Era un pomeriggio cupo, la strada veniva attraversata da pochi passanti, tre di questi erano entrati all'apertura dell'attività senza acquistare alcunchè. La pioggia iniziò a cadere fitta per un breve tempo, chiusi la porta, ragione per la quale i rumori della strada furono attutiti. Sedetti lungamente in una posizione così poco confortevole che quando mi mossi dalla mia complicata postura accusai un dolore intenso all'osso sacro. Mi sembrò di scorgere qualcuno seduto accanto a me nella vetrina, ma si rivelò soltanto un riflesso ingannevole. La notte si insinuò presto tra i palazzi. Quei pochi che passando mi guardavano obliquamente scomparivano lestamente dal mio campo visivo -limitato dalle pareti del negozio- come sagome in una esercitazione di tiro. "Halò, halò Franz! Tutto bene Franz? Quel lavoro è rimandato di due giorni, Franz". Avrei voluto chiamare perchè mi portassero dei soldi, essendo periodo di sante festività c'era ancora di che spendere, a poco era servito il denaro ricevuto in dono se quel tale conoscente doveva ancora ricevere il suo. Dopo ore di solitudine entrò una coppia a cambiare della merce, parlando con loro mi resi conto che la mia voce era bassa come un tonfo provocato da una miccetta in una tazza del water con il copritavoletta tirato giù. Stavo trascorrendo la giornata nell'incertezza di un lavoro che ero ben lungi dal conoscere, e credo che il terrore mi si potesse leggere in faccia dopo poche battute. Non so proprio come facessi a cavarmela, pure è vero che continuavo ad incassare. Numerose volte dovevo scusarmi con le persone per delle sviste imbarazzanti (o almeno da me ritenute tali), e facilmente la mia insipienza del mestiere venive rivelata. I clienti, trovandosi di fronte all'innocenza e allo spaurimento di un grande inetto, erano dispensati dal doversi guardare dall'astuzia del commerciante (la quale certamente non possedevo). Immaginavo che la gente pensasse: costui è chiaramente un povero demente, se è la moviola di un aiutante almeno non mi darà preoccupazioni. Eppure non mi facevano difetto i modi e la presenza, benchè fossi soverchiato da numerosi complessi ed ansie. Perfino i miei corteggiamenti sembravano più una constatazione amichevole dopo incidente che una dimostrazione di interesse, così finivo spesso per litigare ed insultarmi con le ragazze che vagheggiavo, non trovando un modo più diretto di ed intimo di quello per comunicare. Dove il coraggio di mostrare il lato più dolce e sereno della mia natura veniva meno, indossavo una divisa morale che mi faceva apparire distante, indolente, inamovibile, bizzarro, e perfino austero agli occhi dei più. Qualcuno con maggiore capacità di sintesi soleva cogliere tutte queste sfumature del mio carattere con un frasario urbano glabro di metafore, ne guadagnavo complimenti come: stronzo, rompipalle, testa di cazzo e altre eminentissime qualificazioni del genere. Smarrito in questi pensieri, mi ricordai appena in tempo di contattare il mio capo per il resoconto della giornata. Dovevo essere profondamente rincoglionito, perchè presentandomi mischiai umbro-marchigiano, ciociaro e accento marocchino: "prondo, gè dal dei tali?". Forse era un difetto di pronuncia da attribuirsi al classico raffredameto della stagione. Dall'altro capo della linea furono comprensivi, venni perfino lodato (in maniera senz'altro ingiustificata) per il mio lavoro, tanto che non riuscii a nascondere la mia sorpresa e dovetti sembrare contrariato anzichè soddisfatto. In effetti ero intimamente imbarazzato, farfugliai "si-no., bè certo" cercando di indovinare la risposta giusta. Di nuovo ebbero un moto di pietà e lasciarono cadere la mia confusione nel vuoto, "bè, arrivederci allora...".
postato da: vonobox alle ore dicembre 27, 2004 21:48 |
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sabato, dicembre 25, 2004
Che potevo trovare di meglio di Loren Mazzacane Connors e i Dissolve il 25 dicembre? Forse questa ragazza che ha lasciato un commento qui sotto e che secondo me scrive molto bene ..dontevertellanybodyanything....
sabato, dicembre 25, 2004
Ho deciso di darmi una possibilità per una volta, così ho ricevuto gli aguri che desideravo. Raggiunto il parossismo della depressione nella forma dipendente e architettato progetti di suicidio con una dedizione da far impallidire il Coyote dei cartoons e tanto di prove generali, colto dai rimorsi non ho avuto coraggio di mettere in atto una simile crudeltà. Probabilmente avrei fatto più casino che altro, poichè già tutto era contro di me: abito al primo piano, ho il rasoio elettrico, non dispongo di lampadari sufficientemente solidi ai quali impiccarmi e sulla resistenza dei soffiti non scommetterei. Anche le posate sono scadenti: non mi sarei sicuramente potuto accoltellare con quelle lame che non pasano neanche attraverso il purè. Magari potevo morire dandomi delle forchettate se quei rebbi non fossero tutti ormai storti dall'uso, e perire a cucchiate era troppo lento. Ve bene, alla fine vivrò, ho capito. Anche se non prolificherò almeno andrò, la destinazione la si può ben immaginare senza troppi sforzi, a rendermi operoso in un'oscuro tergo.
sabato, dicembre 25, 2004
Se non sarai il mio biglietto augurale,
M'impiccherò al tuo albero di Natale.
(Heming-way)
Sono un pò di anni che a casa mia l'abero non si fa, andarmi a impiccare in casa d'altri mi sembra un grossa mancanza di gusto. Perfino il suicidio rigetta la mia anima.
postato da: vonobox alle ore dicembre 25, 2004 13:52 |
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venerdì, dicembre 24, 2004

Quand'è la vigilia mi piace sempre mettere una cartolina natalizia dei Residents...
postato da: vonobox alle ore dicembre 24, 2004 19:52 |
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venerdì, dicembre 24, 2004
Due giorni di pane e caciotta a pranzo dall'alimentari con gli spicci perchè sono tirchio, e oggi che sono rientrato dal lavoro prima ho già un appetito antropofago. Adesso mi tocca aspettare una eternità, com'è uso per le cene della vigilia. Mi sono fatto due turni continuati da provocare l'alopecia dello scroto, ho passato ore senza che nessuno mettesse piede in negozio e ho dovuto ingannare la noia da inazione dedicandomi alle solite letture metafisiche. Veramente un Natale di grandi latitanti, una cosa da non credere. Adesso per diluire l'attesa del banchetto ho messo "Marquee Moon" dei Television a girare sotto la puntina e mi sono seduto a scrivere qui per quelle due persone che avranno il tempo e la disposizione d'animo adeguata per leggere le mie frescacce. Mi sembrava brutto lasciare un vuoto proprio la sera della vigilia, ecco l'origine della solita insana digitatio in momenti inconsueti com'è questo, c'è che io sono un sostenitore del gesto inconsulto. Per esempio, ora che suppongo la preparazione delle pietanze dovrebbe essere a buon punto mi farei volentieri una dormita. Infatti ecco che mi chiamano, buon appetit...zzzzzzz....
postato da: vonobox alle ore dicembre 24, 2004 19:48 |
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venerdì, dicembre 24, 2004

Buon Natale....
postato da: vonobox alle ore dicembre 24, 2004 02:21 |
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venerdì, dicembre 24, 2004
E' un caso che uno si ritrovi da solo in negozio vuoto senza riscaldamenti leggendo Kafka l'antivigilia di Natale? Non è possibile rimanere viglili pensando ai rimedi per la decadenza del derma quando il freddo ti taglia le mani e la bocca e il sonno ti instupidisce. Non è possibile pensare che stò iniziando il countdown per la trentina quando l'unica donna che mi abbia mai amato veramente è mia madre e contemporanemente pensare ai rimedi per la decadenza del derma. Mi pare assurdo. Ci ho provato e ne ho ricavato una quantità incredibile di noie e dispiaceri. E' che a parte l'amore, questo grande fastidio che è il sesso riduce le persone in uno stato bestiale da brama copulatoria alla stregua di selvaggina nei documentari di Piero Angela. Che palle, ogni volta bisogna lottare con individui a cui interessa solo il pelo pubico mentre io ho intenzioni serie e non sono così audace da riuscire ad emergere dalla mischia. E' che ti riempiono la testa di stupidaggini fin da piccino, come se dovessi prendere le donne per un trofeo di caccia, altrimenti sei tu ad essere sbagliato. Io da piccolo ero grassoccio e introverso, ero l'unico della mia classe a non frequentare l'ora di educazione sessuale perchè sapevo che si sarebbe trasformata facilmente in mezz'ora di maleducazione da casa di tolleranza. Soprattutto riguardo agli aspetti più puramente tecnici della riproduzione eravamo tutti sufficientemente già smaliziati, sapevamo bene che il coso andava dentro la cosa e poi la fecondazione dell'ovulo, eccetera... Questo fatto veniva ripetuto da insegnanti e precettori fino alla nausea col solo risultato di provocare risolini tra gli auditori, a me era ormai venuto a noia. Stavo in piedi nei corridoi guardando nel vuoto mentre sentivo schiamazzare ottusamente attraverso la porta chiusa. Che inutilità, anche se non ho seguito quelle lezioni non sono mai rimasto incinta.

postato da: vonobox alle ore dicembre 24, 2004 01:56 |
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mercoledì, dicembre 22, 2004

Questa che sembra la ripresa di una discarica abusiva è l'immagine del mio letto. Potete notare l'elegante carta da cesso di fianco alla busta del discount contenente brandelli di veli appallottolati pregni di moccio, sparso intorno c'è altro materiale non qualificabile probabilmente destinato alla camionetta degli operatori ecologici. Questo è il mio spirito di Natale. Un anno ho trascorso le sante feste ascoltando un nastro registrato da una puntata speciale di un programma radiofonico in cui passavano in anteprima un disco dei Residents in uscita, c'è da sottolineare che le luci intermittenti dell'albero natalizio facevano interferenza con l'antenna e si sentiva il ronzio dell'impulso elttrico di quelle luminarie in mezzo alle canzoni per tutta la durata dell'incisione. Il singolo estratto da quell'album si intitolava "I Hate Heaven".
martedì, dicembre 21, 2004
Volendo dirla tutta non fa neanche "bang!" come ho sostenevo io.
martedì, dicembre 21, 2004

[vedi post precedente] Eccolo lì, ispirato al video di "My Way", canta Sid Vicious.
postato da: vonobox alle ore dicembre 21, 2004 13:21 |
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martedì, dicembre 21, 2004

Non so che cavolo fare neppure stasera, altra uscita rimandata. Mi prende bene ascoltare i Girls, poi me li dimentico in riproduzione continua mentre faccio altro e diventa un lavaggio del cervello. Per andare in giro a piedi è davvero freddo, ma non è detto che non lo farò lo stesso. Mettermi a leggere è diventato un esercizio di forza interiore. L'estratto conto dice i soldi resistono bene e tra un pò gli darò man forte con gli straordinari di Dicembre e il lavoro di Natale. Il polso c'è, incredibilmente sono vivo e sto andando anche avanti con l'età. Penso a quali apparecchi posso controllare via midi con i pad. E' tutto disordinatamente e perfino felicemente underground come sempre da più di 10 anni, non credo di essere cambiato più di tanto. Scovo in giro una cassetta che ho registrato da un album dei Sex Pistols datata luglio 95: c'è il disegno di uno stronzo di cane fatto come se fosse un personaggio di Walt Disney con una pistola in mano che fa "bang!", alle spalle uno sfondo grondante sangue con il titolo del nastro scritto su. Tutto questo l'ho realizzato io a 15 anni, che tenero. Di li a poco avrebbero voluto spedirmi dallo strippacervelli, mi hanno anche lasciato il numero perchè pensavano che mi sarei ammazzato presto solo perchè ne ero convinto anch'io, ma il sottoscritto non c'è andato preferendo ascoltare i Joy Division sul metrò durante gli spostamenti tra casa e scuola. Però ero un simpaticone e in realtà ho molti ricordi lieti. Qualcosa è rimasto più di un ricordo ed è diventato un segreto vivo da custodire con cura, è strano come le cose succedono con una tempistica allucinante. Gli spettri sospesi della nostra gioventù ne riderebbero, anche se io ridevo perchè ero già pazzo all'epoca. Adesso sono anche più caruccio, tra l'altro, ma reco ancora nel cuore quell'epigramma -parto di una intuizione felice et lungimirante- che mi fu scritto con un gessetto sui pantaloni: Vono anticoncezionale.
domenica, dicembre 19, 2004
Good morning Captain...

Squallor vacuo in rivelazioni da un passato sentimentale poco lieto, certo non mi conduce a serenità di giudizio e mi rende ancora ombroso. Non finchè si spalanca la porta e entra mia madre col suo shopping natalizio e un accessorio davvero trendy che vuol recare anche in omaggio a qualcuno: una sciarpa rosa pelosa morbida. Come cantava David Byrne, un giorno potresti chiederti "Mio Dio, cosa ho fatto!". Non c'è gusto a soffrire nella mia vita.
postato da: vonobox alle ore dicembre 19, 2004 12:28 |
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sabato, dicembre 18, 2004
Aggiornato Rock-Botton, appendice rock-critica underground di thetrumanchine che è già underground peri fatti suoi.
postato da: vonobox alle ore dicembre 18, 2004 12:20 |
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venerdì, dicembre 17, 2004

Magari non stiamo scrivendo un altro pezzo per la rubrica "Los Desperados", anche se qui è soleggiato nonostante l'imminenza del Natale. E del resto se ero maudit come Jim Morrison avevo una sistemazione sotto il livello del suolo a Parigi. Invece ho levato le serrande in San Paolo prima di mezzogiorno ed era tutto così irradiato e terso da lasciar credere in una rivoluzione dell'orbita terreste. Però poi tutto ha ripreso il suo colorito classico d'inverno grigio pelo di pantegana (esiste un'altra condita espressione locale per i suricati della suburra che mi sono ben guardato dall'adoperare). Contavo di tornare agli abiti (in)civili questa sera, ma a quanto pare terrò indosso la divisa del commesso e gentiluomo e non metterò piede in nessun club rocknroll aperto in questa città. Se così è, magari decido per un giro notturno al parco come i brutti vecchi tempi. Per l'intanto ci scappa di ascoltare la bella stampa edizione audiofila in vinile 180 grammi dei profeti avant punk di Cleveland comprata l'altro giorno. Vorrei prendere un sacco di 33 giri, quando li faccio scoppiettare sotto la puntina sono un uomo felice. Cuore semplice io. Oddio, però vorrei pure un paio di quelle casse cazzute che la polvere prima di caderci sopra si fa venire i sensi di colpa, capito come? Quelle che ho adesso le ha raccolte mio padre dalla immondezza mentre un tizio le abbandonava vicino al cassone insieme ad un ampli e una radio digitale, tutto materiale di gran qualità e ben mantenuto! Uno spreco, giuro. Solo all'ampli ho dovuto far fare una piccola riparazione dai tecnici, ma adesso mi piace come suona, accidenti! Il punto debole sono però le casse, trovo che abbiano un suono poco corposo, tanto che ho dovuto collocarle su una mensola molto bassa per potermici avvicinare quando ascolto il giradischi. Roba che per far uscire qualcosa dai coni le devo tenere alte anche adesso che sono le 11 di notte, sennò come faccio intanto a suonarci sopra con la batteria? Ma per il prezzo che non le ho pagate vanno sicuramente bene, il rapporto costo qualità è vincente, e quando succede così per il Vono vuol dire solo una cosa: occhei gionni. Se si sapessero questi retroscena di quel commesso apperentemente innocuo (ma in realtà rincoglionito) di quella tal raffinata rivendita in via vattelapescaquale in quell'elegante zona che non menziono neppure, non gliene fregherebbe niente a nessuno.

venerdì, dicembre 17, 2004
Ho fatto la cacca.
postato da: vonobox alle ore dicembre 17, 2004 13:24 |
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venerdì, dicembre 17, 2004
Mi scappa la cacca.
postato da: vonobox alle ore dicembre 17, 2004 13:10 |
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giovedì, dicembre 16, 2004
Mentre acquistavo del bristol in una cartolibroteca la radio diffondeva nel negozio la notizia che è stato scoperto il colore associato dal cervello alla paura: il bianco. Come questa pagina. Io pensavo fosse il nero, ero convinto. Quale sarà il colore che il cervello associa ai soldi? Cambiamo subito l'aspetto del blog...
postato da: vonobox alle ore dicembre 16, 2004 22:32 |
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giovedì, dicembre 16, 2004
Racconto d'inverno
Mentre giravo come un sol'uomo avvolto dai nembi di vapor acqueo che il respiro condensava nella notte romana con un moto di commozione e inquietudine, guardando l'albero di natale luminoso eretto come un razzo missile coi circuiti di mille valvole nella piazza e poi l'immagine nella mia mano aperta, era tutto così triste che mi veniva da piangere per la strada. Si, e non avevo neppure più il coraggio di ascoltare Tom Verlaine innalzare laudi alla gloria della città, essa del resto si era stetta in una placida indifferente omertà da cimitero abbandonato. Continuavo a voltarmi indietro lasciando il sito che mi era caro, eppure parcamente mi ritiravo senza piega come m'imponeva il corretto costume. Mentre cercavo di disperare con dignità una macchina piena di ragazze si è fermata vicino a me, loro affacciandosi mi hanno salutato. Non le avevo mai viste prima e vergognandomi come un ladro di pollame sono fuggito imbarazzato nel punto più buio che avevo a portata di mano attraversando la strada. Proprio quando tutti irridono la mia condotta di grande sessuofobo delle periferie urbane e invece passo giornate da languore nerd soporifero bisognoso di una iniezione di fiducia, ecco la beffa definitiva. Ma perchè le donne mi si avvicinano sempre in comitiva con intenzioni oscure, una cosetta tranquilla con una sola proprio no eh?
mercoledì, dicembre 15, 2004
Se non sarai il mio biglietto augurale,
M'impiccherò al tuo albero di Natale.
(Heming-way)
E se un attimo prima che il meglio sia disposto a succedere mi tirassi fuori dai giochi trapassandomi col mio tagliacarte di metallo ossidato fabbricato in Germania Ovest sarebbe una grossa soddisfazione per me? Posso andare a spendere il mio tempo (i soldi quelli noooooo!) in qualche club alternativo e non prendere su della figa perchè non ne ho voglia, e questa sarebbe tutta la mia libertà. E' la mia trappola favorita, riguarda solo me. Achtung/beware/occhio! No: potrei sopportare di essere contento e addirittura felice senza intenzione? Con questa espressione da foto di cane smarrito nella metropolitana che tormenta i passanti? Sono pentito: voglio un posto dove tornare a sbavare, voglio un giardino dove fare la cacca... Mommy, daddy, amicy vi voglio bene. Oddio dove cazzo sono finito? Mi vengono i lagrimoni, buon natale e evviva i buoni sentimenti di una volta con quei parrucconi dei vuam che cantano last chrismast e band aid se non è una marca di cerotti.
postato da: vonobox alle ore dicembre 15, 2004 14:43 |
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martedì, dicembre 14, 2004
Hey, it's me again!
Hey!


Ah, che suddisfaziùn: sto riacquistando tutta la discografia dei Pere Ubu in vinile, che sound, che sound. Sono sempre più convinto che i primi 5 dischi di questo gruppo siano l'unica cosa che valga la pena di continuare ad ascoltare senza remora, per di più attraversando tutta la gamma delle emozioni con sceneggiate da te(a)tro dell'assurdo: da quando ancora adolescente li ho conosciuti non finiscono mai di piacermi o rendermi le good vibrations se ho il nervo a fior di cotica. Adesso li alterno a quel maudit di Richard Hell con i Voidoids, periodo lirismo vibranre di "Blank Generation" (reperto di culto pre-ethos-pathos-aramis e anche dartagnann punk), mentre mi libero dei primi pesanti mocci invernali con cartaigienica 4 veli alla mano+pigiama/ciavatta gerentofila a mezzogiorno+capelli sovversivi+ombra da vello facciale incolto. Tutto ciò prima di subire una mutazione da figlio della "blank generation" a figlio della "bank generation" e tornare ad essere un commesso dandy/simbolista metapsicologico.
He hummed & hummed a zombie tune
He whistled in the dark
lunedì, dicembre 13, 2004
New pleasures, unknown pleasures: il punto è sopravvivere ai 25. E' tutto così, è tutto in un'altra maniera? Meglio rimanere igniorranti di tuto. Non sò sè mi o spiegato. Per indicazioni sommarie, ecco, indicizzazioni. Sono malato della igiene mentale riwueoriueoriueo posso tranquillamente tornare a stare male come prima e più di prima. Demando al destino quello che non sono capace di fare io e siedo sul fiume aspettando il mio cadavere che non arriverà se non mi ci butto dentro, ma se mi ci butto dentro poi non rimango seduto aspettando il mio cadavere che non arriverà se non mi ci butto dentro. E' abbastanza, piaceri nuovi e piaceri sconosciuti sublimano un altro senso fuori controllo. Ho bisogno delle parole per sostenere questa catarsi, mi consumo in un cranio-bozzolo e il mio cervello è candito così come le orbite del mio teschio rumoroso. Ho nacchere e maraccas nelle mie orbite cave e una danza macabra che soffia tra i denti digrignando e sbattendo come ante assalite da correnti d'aria. Il mio corpo crolla come sotto colpi di machete e come una molla rotta ripiega su sè, c'è qualcosa che più di questo assomigli ad una lunga algida fine delle mie membra appassite? Qualcosa più di tremiti febbrili, vagheggiando estinguersi nel sopore. Un lusto, una decade, un anno: schiatto. E' tutto un sogno distorto.
postato da: vonobox alle ore dicembre 13, 2004 22:55 |
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giovedì, dicembre 09, 2004

Andare in giro con quelle parole da Nevadagaz nella testa: si stanno congelando i grattacieli di niù iorch, si stanno suicidando gli operai della fford. E' uno scenario apocalittico per i poveri palazzinari e gli operai nuiorchesi della forde, in compenso saranno contenti quelli della findus. Gaznevada, Sound, Mission Of Burma, Kevin Ayers oggi. Che altro, niente: quando avrò un pò di soldi alla mano li spenderò in dischi e mi sembrerà una una bella soddisfazione. Che altro: niente, no-thing, nihil. Meglio che spendere in tramezzini col prosciutto comprato in cartoleria e la maionese che quando incontra i succhi gastrici cambia marciapiede, e sarà anche un discreto risparmio. Chi dice che la moneta non gira non ha provato ad appoggiarla di taglio sul tavolino mantenedola in piedi con l'indice e dargli una bella schicchera con l'altra mano. Zwoooom, vedrai che piroette! Sarà che ciò sonno, saluti.
postato da: vonobox alle ore dicembre 09, 2004 22:09 |
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giovedì, dicembre 09, 2004
Questo periodo pre-natalizio mi snerva come sempre. Ach, troppo vischio per un uomo solo.
lunedì, dicembre 06, 2004
sabato, dicembre 04, 2004
Peripatetica suina se sono pericolante, sto proprio all'ammazzacaffè e tra un pò butto un occhio al conto e faccio un fischio all'oste della malora perchè venga a prendersi quello che gli devo. E del resto chi mangia da solo ha la forchettata di traverso, coff coff. Che devo fare, "money can't buy me love" cantavano quelli, ma andate a guardare i loro conti in banca. Non importa se faccio un culo come un somaro, basta che il cash fa flesh nelle mie casseforti. Non importa se bisogna sdrumare fino a stirare la pinna con pure l'appretto qui, mi serve un posto dove far sparire la mia vita di cacca meglio della prestidigitazione di Silvan evitandomi di dondolare da uno spago come un Arbre Magique al pino, che mi sembrava la soluzione alternativa. Non importa curare l'aspetto perchè unendo i punti neri esce il tragitto di Overland 1, 2 e 3 la vendetta. Non importa, invece importa: tutte robe staniere con le scatole scritte in inglese e francese che per per me sono una incognita. Alla finfifnfifnfifnfifnfifne la verità è che mi trovo bene e ho perfino avuto la scusa per provare a lanciare un ponte verso qualcuno in maniera direi provvidenziale. Non si badi che sono lamentoso per mia natura e per intrattenere qualcuno che per sbaglio si trovasse a leggere questo blog. Speriamo in un pò di favori della sorte per salire sul "Bus Called Happines" venedo fuori da "Cloudland" (ultimamente sto rivalutando veramente questo album) insieme ai miei amati Pere Ubu che nel frattempo mi allietano.
venerdì, dicembre 03, 2004
Successo! L'increbile andamento degli indici di gradimento di thedrumanchine nel 2004 secondo il grafico di Shiny Stat, dati che definire sconfortanti è consolatorio.
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postato da: vonobox alle ore dicembre 03, 2004 14:37 |
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venerdì, dicembre 03, 2004
Ho riletto i mesi precedenti di questo blog e m'è venuta l'angoscia. Not even to the dogs, come si intitolava un pezzo dei Badspencerbusexplosion. Con tutti questi appunti potevo scriverci un libro e mi avrebbero invitato da Costanzo come caso umano (? è d'obbligo il punto d'interrogazione quando si associa alla mia persona quest'ultimo vocabolo), ma non sono capace di scrivere un libro a meno di non imbrattare con una biro le pagine uno già stampato. Però, magari ci facevo i soldi come Melissa p., non fosse per la questione sviscerata nel post precedente con un detto arguto. Cazzarola se e tardi, sarà che me ne vado. Baci ai pupi.
venerdì, dicembre 03, 2004
Pensavo oziosamente che non mi ricordo chi è che ha scritto: "ogni animale è triste dopo il coito". No, perchè allora io o sono una pianta, o sono felice e non me ne accorgo.
postato da: vonobox alle ore dicembre 03, 2004 07:41 |
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venerdì, dicembre 03, 2004
Ho capito che sono su questa terra per portare il cabaret allo stato della performance continua del parrossismo dell'ipocondria del privato, però non capisco che cazzo ho voluto dire con questa frase. Costo del vocabolario: 10 sacchi, il resto non ha prezzo se mancano i soldi. In compenso mancano anche le donne, ma tanto ci sono i girrrlssss!!!

Ahhhh, m'è doloroso pensar che ben lungi son da quel tristo fanciullo che fui, eppur giammai ebbi a tradire il suo il suo spirito antico, ma solo fui reo dell'orrore di ferir la sua speme. Ebbene, questo son oggi alle 6 e 34 del meriadiano de la Garbatella di venerdì 3 dicembre duemilaquattro: sveglio per andare a lavorare?!? AAhhhhhhhh, orrrrrroreeeeeee, onta e schifezza su di me!!!! E' uno scandalo senza rimedio. Ma lontano dagli occhi e prossimo al mio disegno più fragile c'è un segretissimo che di luminoso languido attendere pur rifulge e irradia l'anime de li mortacci miei. Ah, uh, se è così vedrai che alla fine si salverà. Ennò, non sarebbe sufficientemente iniquo, miei disaffezionati. Il futuro appartiene a chi crede nei sogni, ma io ho sonno nelle credenze e non andrò proprio da nessuna parte. Adieu, il mio calendario biologico è una roulette russa puntata contro di me, e quando tutto finirà non penserò più a nulla, quindi siamo già sull'ottima strada con un solo neurone in tasca usato come portachiavi. Non è chiaro se sto raggiungendo il nirvana o se sto raggiungendo i nirvana.
postato da: vonobox alle ore dicembre 03, 2004 06:14 |
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giovedì, dicembre 02, 2004
Mamma mia che racconti allucinanti che scrivo, qui pare proprio un diario di Anna Frankenchrist. Brrr...
postato da: vonobox alle ore dicembre 02, 2004 06:46 |
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mercoledì, dicembre 01, 2004
Non conosco la ragione della necessità di raccontare un episodio simile, forse perchè di meglio non ho da fare. Vado dal tabaccaio a comprare la tessera del metrebus, una ragazza molto carina che mi precede nella fila gira la testa (non è uscita dal cast de "l'esorcista" ma mi guarda per quanto la rotazione del capo glielo consente mostrandomi le spalle) e squadra me e la mia tracolla piena di spille inneggianti oscure formazioni avant punk. Sono troppo stanco per essere imbarazzato, anzichè evitare lo sguardo indagatore (come di solito faccio in simili situazioni) paleso la piattezza del mio encefalogramma odierno con la vitrea fissità dei bulbi oculari. Quando ella domanda alla negoziante dei francobolli mostrando un busta da lettere viola, di quel viola scuro che lascia pochi dubbi sul di lei background esistenziale, comprendo che forse la sua curiosità nei confronti della mia pur triste figura doveva aver origine da una specie di spontanea comunicazione non verbale di senso di appartenenza culturale. Forse mi inganno, anzi è più che possibile, incredibile quante cose si comprendono e non si comprendono nello stesso istante. Però stì cazzi. Quando esco dal negozio mi accorgo di un particolare rilevante: ho perso di nuovo la spilla dei Suicide (incredibilmente di nuovo quella e solo quella!) probabilmente al concerto di Nick Cave a Firenze. Il primo e l'unico pensiero sull'episodio è " accipicchiolina!" (leggi: porco £$%&/!!!) poichè non ne scaturiscono nuovi sillogismi per via dell'aura di sfocamento psicofisico post viaggio che mi sorverchia. Forse non è solo spossatezza, perchè mi accorgo della colorazione tipica dei mesi freddi che ha assunto la vegetazione e il vento mi sputa alle spalle una pioggia di foglie caduche nella sospensione di un cielo livido orbo di luce esule. Le facce di De Sica e Boldi calzanti berrette di Santa Claus sulla reclame dell'ennesimo film demenziale del periodo fiaccano il mio già traballante desiderio di continuare a vivere, o forse è l'infante maledetta Lisa Germano in cuffia che trascina il suo sussuro d'ammuri violato come una catena. Che posso saperne io di queste cose: tale è la confusione sotto il cielo, locuzione adoperata non impropriamente e in senso figurato per una volta, e ben sono lungi dal sapere cosa fare. Così decido di andare a cercare una persona che ho in mente (di più nin zaprete), di provare a incontrare per caso questa persona nella zona che frequenta, e l'idea mi solleva l'umore. Bene, raggiungo la metropolitana alle 5PM per realizzare i miei obiettivi e invece mi sorprendo a leggere un cartello che annuncia per oggi uno sciopero proprio dalle 17 alle 20 e 30 di cui ero all'oscuro. Il mio motto è diventato "se c'è qualcosa che ti può rendere felice, perchè non evitarla?" anche al di fuori del mio controllo cosciente. Me ne vado, forse sconfitto o forse no, perchè mi stupisco con la fenditura labiale inarcata verso l'alto a immaginare come sarebbero andate le cose se gli eventi avessero rispecchiato il più ottimistico dei pronostici. Brazil è grande, Terry Gilliam è il mio profeta. Mi dicono a casa che hanno trovato dei lavori per me, tutti alle casse. Che cazzo! Se c'è qualcosa che sono costituzionalmente incapace di fare (oltre lavorare) è maneggiare i soldi. Mi rassicurano che imparerò e io replico che comunque chi non impara si spara, cercando di non dare ad intendere che dico sul serio. Se non avrete più mie notizie significa che non ho imparato. A bien tot, o forse è meglio dire amen. ...B(h)ang(st)!!!
postato da: vonobox alle ore dicembre 01, 2004 22:18 |
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