sabato, gennaio 29, 2005
Ah, mi viene una rabbia, proprio mentre coretti da girl group canticchiano cose come "hold me" e "i need you" con struggimento e intorno a me come sempre c'è il silenzio e il buio e poi il silenzio. La mia solitudine è acuta ormai, la vacuità esistenziale ha raggiunto emininenze parossistiche. Mi chiedo se davvero non sono una creatura infernale che non conosce l'amore, se questo dolore è la strada per la perdizione o per la santità. Che ne so, perche dovrei saperlo, sono solo un bocciolo insipiente sui rami dell'etenità con tutto questo risciacquo platonico sull'apologia di Socrate... Ora il cd salta incantandosi su "be mine", be mine? Ragazzina, ho detto poc'anzi che non v'è la certezza che io non sia un prodotto dell'anello più basso degl'inferi e lei insiste su questo tasto perdipiù canticchiando in quel modo zuccheroso? Voul traviare proprio me e il mistero del mio cuore? Ahahah, rido di fronte a tanta ingenuità, caruccia! Ahahaha e poi ehehehehe e anche uhuhuhuh, ohohoho e hihihihih. Riderei anche con le cosonanti se fossi capace e poscia anche coi grafemi dell'alfebeto cirillico. Sciocca! Sono un paio di giorni che ascolto in continuazione quel cd, quando canta la giovanotta ho un nodo nel petto. Vattene signorina, va a singhiozzare la tua pena ad un'altra porta, io non ti posso sentire. Rimani e cantami ancora, dice invece quel nodo laggiù in fondo. Ho sognato la mia bella, ho sognato che abbandonavo il mio fiore all'arbitrio della brutalità e dell'inciviltà d'altri perchè ero distratto, così lei se ne andava da me. Come ho potuto dimenticarla? Che sogno, un sogno disperato. Non potevo sognare qualcos'altro, che ne so, un bel paio di chiappe? Non potevo sognare fiumi scintillanti e giardini riarsi nel sole in una valle paradisiaca e il canto degli uccelli disperso in una brezza carezzevole, poi di lontano il sibilare di una voce conosciuta: "donne, è arrivato l'arrotino, l'arrotino e l'ombrellaio...". E invece no, cane bastardo, dispera, muori: tutti i fantasmi della mia vita sfilano in visita e mi dicono "dispera, muori!". Un cavallo, il mio regno per un cavallo! Ah no, quello era un altro, io non ho neanche la patente.
venerdì, gennaio 28, 2005
Porto avanti questo benedetto inventario, adesso indugio sopra un pagina con una grossa chiazza d'unto tipo carta della pizza, probabilmente olio alimentare, e sozzume di precedenti cancellature. Questo foglio mi fa veramente schifo, ma proseguo comunque nella mia occupazione e dopo un pò ci faccio anche il callo. Noto che ci sono diverse omissioni nel lavoro di catalogazione dei prodotti di ieri, come risulta dal controllo incrociato che ho escogitato e che sicuramente porterà nuova confusione in quel lordume di numeri, così faccio le adeguate correzioni sgommando qui e anche un pò li. Se solo poggio lo sguardo su quell'impronta d'olio finisce non solo che il foglio si buca, ma che inizio anch'io. E' quell'unto tipico delle cartate dei fritti invecchiate di giorni, forse in questo caso di mesi o anni, e a tratti mi ossessiona il suo assedio permeante di supplì trasudato. Untume a parte, nei momenti di distensione mi dedico ai libri e ai dischi. Un tomo che ho portato a casa ultimamente mia madre l'ha scambiato per un breviario per via della rilegatura particolarmente importante ed il formato tascabile, per l'amor di Dio. Questo tempo libero mi fa sempre ripensare alla gioventù di quel ragazzo che fu domata nella solitudine di una spiaggia divorata da onde agitate nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Tra l'altro non sono mai stato giovane, però mi rende stupido il solo pensarlo. Giovane, garzonazzo da 5 cents, facce ride sorcio di bottega, fa cadere qualcosa per terra e poi qualcos'altro. In strada passa una donna che canta la canzone dei 7 nani quando vanno in miniera al bambino che tiene per mano, incrocia per un attimo il mio sguardo e io la incenerisco con una occhiata. No bella, non quando precipita il nevischio al limitare dell'alba e fuori sulle macchine c'è ancora qualche traccia di bianco residuo che in giornate normali sarebbe cacca di piccionacci. Fa un freddo allucinante e non sono neppure sicuro che di sotto il manto nevoso quelle carrozzerie rese grevi dalle precipitazioni non si siano tramutate in Trabant. Via, sparisci dalla mia visuale augello del malaugurio, va a cantare quelle canzonacce sconce di faticatori in qualche ostaria tradizionale dove senz'altro ben si adegueranno al climax di libagione pagana di qualche gargarozza rigonfia. Non mi sento neppure troppo bene, in alcuni momenti tremo come un porridge colpito da una pallina da ping pong, anche se molti preferiscono per praticità giocare con la racchetta. Quei nani deficienti genia di nani ancor più deficienti e comuntà montana di misogini, che seccatori. Passami quel dannato piccone per favore...
postato da: vonobox alle ore gennaio 28, 2005 02:16 |
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mercoledì, gennaio 26, 2005
In cima alla scala aggiornavo l'inventario, siccome tutto il giorno non è entrato nessuno in negozio e l'ora era tarda non mi sono trattenuto dal liberare l'aeree masse dalle mie interiora. Ho visto troppo tardi attraverso la porta a vetri che c'era una donna intenta ad esaminare la merce esposta nelle vetrine esterne e ho temuto la tragedia. Ho voluto subito verificare la gravità della situazione scendendo dalla scala e inspirando il prodotto interno lordo, per così chiamarlo, però sembrava tutto inscrivibile nell'ordine (pure è vero che ogni figlio è bello per la propria madre) proprio del non olere fortunamente. E' stato per me un grande sollievo comunque constatare che la cerebrolesa scrutatrice di mercanzie riprendeva la strada astenendosi dall'entrare in negozio. Insomma, la mia situazione esistenziale è confusa alquanto alla luce degli ultimi avvenimenti e io stò dando chiari segni di cedimento con questi ripetuti momenti di abbandono. In cima a quella scala medito vendetta pensando "villani, plebaglia, assasini dell'anima!", ma è un grido disperato d'impotenza, forse un tentativo inutile di chiamare indietro qualcuno o alcunchè quando una legge sconosciuta alla progenie degli illuministi diventa un potere dell'ombra. Merda a Tonino Guerra!!! Intanto anzi gli dò un anticipo con stè scorregge di oggi, tiè becca a rate e senza interessi, però sempre con ottimismo che il sale della vita te lo dò io in omaggio. That's all folks, ehehe, ehehehe, ehehehehehe!
postato da: vonobox alle ore gennaio 26, 2005 00:30 |
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lunedì, gennaio 24, 2005
L'ultimo accadimento significativo è che la mia storia d'amore segreta scadente è finita in una maniera fin troppo fedele nei particolari ad una premonizione che mi era stata fatta con una lettura delle carte, cioè male naturalmente. L'accuratezza di tal veggenza mi ha scosso al punto che mi ha risparmiato il fastidio di soffrire, mi è stata rivelata l'dentità del mio rivale nei sentimenti ben prima che lo conoscessi e che egli mi cancellasse dall'elenco dei suoi problemi. Permangono tante domande sul destino dell'uomo (e quell'uomo sono io), oltre alla mia eventuale collocazione nei legami affettivi dell'oggetto del contendere che i tarocchi vedeano consumarsi nell'incertezza della scelta dei pretendenti, ciò benchè ella volesse celarlo dietro un riserbo impenetrabile (mi si perdoni l'infelice ma per me calzante scelta del termine). Mi domando cos'ho che non funziona, a parte l'organo preposto alla cogitazione, e perche vengo sempre eliminato come un fonzie sozzo dal pavimento a fine party. La cosa deprimente è che sempre voglion rimproverarmi del fatto che non ho nulla che non va, che non sono un brutto ragazzo e neppure insipiente per di più, ma dovrei essere meno confuso nella coscienza di me. Tutto vero, e allora questa coscienza di me decido di sublimarla con una collezione di strappone e peripatetiche di varia estrazione dall'internet, non so se mi renderà gagliardo nell'autostima ma almeno mi son sollazzato (che già il suffisso di questo vocabolo la dice ben lunga). Ok, la mia vena beffarda e il mio humor accuminato mi portano sempre ad esagerare, in realtà ho cercato consolazione nell'erotismo raffinato di Araki e Richard Kern (che per quanto...) anche se con la leggerezza di spirito di uno che ha a casa tutta la discografia di Tom Waits. Qual'è la morale di tutto ciò? Ce n'è una? Ci può essere una morale quando hai passato le ultime notti buttandoti a dormire per terra con una giacca sulla testa e intanto un tuo amico ti prende a calci nel culo perchè tu ti alzi e ti adagi su un materasso, poi quando riesci a guadagnarne uno appena disfatto ti infili sotto le coperte completamente vestito? Nessuna se poi al risveglio sei troppo rincoglionito per centrare la tazza del water e ti pisci su una gamba dei pantaloni. Oddio che fine settimana impegantivo...
lunedì, gennaio 24, 2005
Mi sono svegliato un giorno e nello specchio c'era scritto "benvenuto nell'ESP", così la sorpresa è stata tale che non ho avuto neppure il tempo di accusare il colpo. Mentre dalle casse del pc si ascolta cantare pertinentemente "no tears for the creatures of the night" sul limitare dell'alba, voglio decidere finalmente di deporre le mie membra corrotte da malsani costumi sopra un giaciglio che mi restituirà da solo al ritorno della coscienza. La musica finisce con "this is the way", ma potrebbe anche essere una domanda.
sabato, gennaio 22, 2005
Vono non è morto, e anche se lo fosse ormai ha capito con certezza di non poter finire, comunque ha scritto un pezzo su Stan Ridgway che potete leggere su Loveless ma che riportiamo anche qui:
Due parole sul concerto di Stan Ridgway di ieri.
Stan Ridgway a Roma dopo 15 anni, sento anch'io il richiamo del west e non posso astenermi dall'andare, ippiaieo! L'esibizione in trio acustico mi fa temere il disastro, non riesco ad immaginare i suoi classici in quel formato, ma tanta è l'attesa che anche questo pensiero inutile svanisce in fretta. Il solo vederlo salire sulla pedana del locale mi fa traballare, anche se con la maturità mi rendo conto che è emersa una certa somiglianza tra lui e Gianfranco D'Angelo, comunque la mia iniziale inquietudine già svanisce. Ogni dubbio viene completamente fugato dall'esibizione, anche i brani più deformati dall'elettronica su disco si rivelano intense e commoventi ballate sostenute dagli scarni e toccanti interventi delle tastiere. Di fronte a me ho il poeta, il grande autore di canzoni e probabilmente uno degli uomini più divertenti dell'universo: è lui, proprio lo stesso che si vede emergere da una pila di fagioli alla scorreggiona nel video di "Mexican Radio". I pezzi sono uno più bello dell'altro, Stan Ridgway non ci fa mancare neppure i classici naturalmente. Mi pare incredibile poter ascoltare direttamente dalla sua voce canzoni come quelle di "The Big Heat" e "Call Of The West", quando si mette a cantare pure "The Ring Of Fire" sono un uomo sfinito dalla contentezza. Il fu leader dei Wall Voodoo suona una eternità, ma è un concerto indimenticabile anche se a furia di stare in piedi mi sembra di avere le mattonelle del water al posto delle scarpe. Peccato per chi ha perso l'evento, andate a vederlo in qualche altra data italiana se riuscite, consiglia Loveless. Un saluto speciale agli amici ritrovati.
Vono 21/01/2003
postato da: vonobox alle ore gennaio 22, 2005 03:31 |
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martedì, gennaio 18, 2005
Nuova recensione del Vono su Loveless: The Viv Prince Experience-V.p.e. (2005), come al solito la trovate anche su Rock Botton.
postato da: vonobox alle ore gennaio 18, 2005 11:04 |
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mercoledì, gennaio 12, 2005
Sono qui suggendo delle orrende caramelle al rabarbaro che rilasciano un gradevole retrogusto di tumulazione animale in bocca, sono come una lapide per l'alito. Nel frattempo registro delle cassettine-compilation di discreet music da ascoltare al minimo del volume in negozio per dare un impulso al cervello che in periodo di mancanza di acquirenti si atrofizza su se. Ho questo nuovo giradischi comprato in un mercatino, a prima vista mi era sembrato un milledue della Technics, e invece no, con immensa sorpresa era un vecchio Rex, proprio quelli delle lavasciuga! Io non sapevo che costoro avessero mai prodotto alcunchè di hi-fi, e invece l'hanno fatto anche bene, davvero un ottimo piatto perbacco, suona che è una gran meraviglia. E allora dico, che cazzo me frega, lo compro, tanto ancora non mi hanno pagato tutto lo stipendio e ci sono un pò di soldi delle sante celebrazioni. Via, compro tutto: voglio che questo posto assomigli a un taxi di Marrakech, voglio ambulare in questo bazar-bordello di glorie infrante per emozioni di (seconda) mano, voglio essere una sottomarca per sempre, voglio wharehouse:song and stories, songs from a room, voglio il wha cassadamorto eko, voglio starmene bene da solo se ti è indifferente per non darti soddisfazione e perchè ce n'è altre mille che aspettano solo che io dica di si (la domanda è "perchè non ti levi dai piedi?").
postato da: vonobox alle ore gennaio 12, 2005 03:01 |
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martedì, gennaio 11, 2005
Sto aggiornando loveless, se vi manco (per il cavolo) mi trovate li.
mercoledì, gennaio 05, 2005
Ormai è palese che scrivo qui solo per il gusto di astrarmi nel pensiero come esercizio dialettico. Forse non conosco passatempi migliori di questo, forse sono matto. Senza forse. Il mio modo di vivere è da molti considerato irragionevole, quasi fosse insalubre, come se io stesso dovessi essere oggetto di attenzione da parte della comunità umana e degli studiosi di costume. Qualcuno sostiene che io sono una specie di eremita moderno, alcuni si domandano perfino coma posso sopravvivere e gestire il mio tempo. Questi signori dovrebbero sperimentare quel che vuol dire non essere capaci di governare un mezzo di trasporto, non possedere un telefono mobile, ascoltare i dischi in vinile, leggere libri di carta, viaggiare in mezzo alla gente, non mangiare soltanto cacchetta preconfezionata, non fumare e non bere. Non è che io sia un selvaggio, anzi, fuori casa mi adatto davvero male, questo non c'entra nulla. Non sono un adepto di chissà quali particolari insegnamenti, e che proprio di tutte le cose che potrei avere a disposizione me ne interessano davvero solo alcune, alle altre credo di poter rinunciare senza pena, e così è. Mi piace molto internet, è una delle invenzioni più rivoluzionarie degli ultimi decenni nel campo della conoscenza. Anche il computer è una buona cosa alla fine, anzi voglio dire una parola in difesa di questo ottuso scatolone: chi sostiene che le macchine siano solo in grado di dare delle risposte non ha mai usato Windows 98.
mercoledì, gennaio 05, 2005
Sono così annoiato che perfino cercare di pulire quell'espositore di plastica nera lucida mi pare un'avventura: la polvere si deposita abbondante neanche ultimata la prima passata di detergente, anzi, proprio non riesco a trovare un panno che non si depili al contattto con la superficie dando l'impressione che un gatto sia balzato tra le pale di un ventilatore acceso lì di fianco. Mi diverte pensare che se morissi piangeresti solo per il dispiacere dei miei amici, sono ingiusto e questo è lungi dalla realtà, ma che cavolo, sono anche incazzato per via di una simile incomprensibile e perniciosa condotta. Sono indignato al punto che per ogni cosa che hai da dirmi la prima risposta pertinente che mi viene in mente è "vaffanculo". Non affidarti a ciò che è stato detto dell'avvenire, questo non prova nulla, anche nella sua esattezza -tale che la realtà ne ricalca una combinazione impressionante di intuizioni- nulla di quella relazione sul possibile venturo potrà essere notificata se non dalla contemplazione degli eventi. E si sarà a tal punto al corrente dei fatti da averne una visione inconfutabile? No, dico io. In fondo la maggiore difficoltà consiste proprio nello spiegare lo stato delle cose lontano dall'imbarazzo che dovrebbe esserne generato, la mia grande riservatezza mi rende difficile questo compito compatibilmente con la scarsa dimostrazione di comprensione che ricevo dall'oggetto delle mie attenzioni. Che sia una forma di insincerità non è dato di conoscere in che misura, certo è che ho il sospetto di dover essere in qualche maniera infido se ho vergogna di una realtà tanto limpida da risultare invisibile. Tutte belle considerazioni che posso seguire anche un pò svagato col filo della logica, ma chi dovrebbe conoscerle le ignora, così come io ignoro i suoi disegni. Si dovrebbe dare un peso a quei silenzi, a quelle parole sussurrate ad orecchi che non sono i miei, a quegli sguardi lanciati nel vuoto, a quell'assistere inerte come una sfinge e immane nel suo esile ristare? Sono oziosetto fin nei recessi più inarrivabili del cervello, ho una certa passione romantica -o languore se più vi piace- per cose che rimangono sospese nel giudizio di chi non ne ha alcuna coscienza. E' un discorso che mi prende molto, ma con altrettanta facilità mi stanca perfino fisicamente. Ho cambiato le casse dello stereo con quelle del soggiorno e sto comprando un mucchio di vinile usato, sottocosto ma ottimamente mantenuto, che mi sostiene in questa dura notte di veglia che volge al termine. Così alterno gli ultimi acquisti sul piatto: gli splendidi Shadowfax e Nightnoise della Windham Hill, Echo & The Bunnymen "Heaven Up Here", Warren Zevon "Excitable Boy", Tom Waits "Swordfishtrombone", Leonard Cohen "New Skin For The Old Ceremony". A questo elenco si aggiungono alcuni 33 giri in prestito che sto riversando in cassette come: Klark Kent (progetto solista di Stewart Copeland dei Police abbastanza raro), due dischi di Andy Summers solo e uno condiviso con Robert Fripp, la colonna sonora di "Brimstone & Triacle", "16 Stone" dei Bush (per l'orrore di qualche amico), ecc... E' già abbastanza soddisfacente che uno a 25 anni non debba lavorare per la macchina e per la topa, tra uno sbadiglio con una stropicciata d'occhi e una grattata alle chiappe, ci si può assopire addirittura felici.
postato da: vonobox alle ore gennaio 05, 2005 02:33 |
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