mercoledì, marzo 02, 2005
***-__thedrumanchine-episodio perduto__-***_Mi capita ultimamente di ascoltare dovunque un brano di Chet Baker da un disco che adoro intitolato " Chet Baker & Crew", accendendo la radio o transitando di fronte ad un club da dove ne sento provenire le note inconfondibili. Forse non ho dormito a sufficienza, mi sento fluttuante come una gelatina e ho poca voglia di faticare. Alle 11 della mattina il mio saluto al mondo è "che palle il sistema", del resto non ho altra scelta che smontare dal letto. Sulla metro l'ambulante con la fisarmonica ha appena terminato l'esecuzione di qualche pezzo celebre e ora questua sul sottofondo di "Take Five" che parte dal minidisc subito in coda alla base ritmica. Capisco che dovrei ascoltare in cuffia qualcosa di simile. Il lavoro è una noia mortale, piove e nessuno entra a comprare niente. I miei occhi mutano in biglie inanimate incastonate nelle orbite. Le 15 e 30, le 16, le 17... Nulla, potrebbero essere tutti morti e forse è così. Si può acoltare il rumore di qualche aereo di linea lontano e l'eco sordo delle voci e dei cani sopra il transitare sommesso delle automobili, allarmi, motorette moleste, un clacson improvviso che introduce "avevo messo 'a freccia, cojone" in una stanca sbrigativa reiterazione cui non sento seguire nessuna risposta. Viaggio tranquillo verso le sei, or non più certo di cosa metterò in cassa, penso ad un biglietto d'auguri con su scritto "basta che c'è la salute". Le 6, nessuno, in cuffia "Next To Nothing" dei Savage Republic. 18 e 20: Un tale si ferma di fronte alla vetrina, quando mi volto non faccio neanche in tempo a vederlo andare via. 18 e 35, mi sono messo in allarme per un paio di cani che sembravano seriamente intenzionati a pisciare davanti al negozio, c'è nè uno dal vello ovino che vedo sempre qui in giro e che suppongo essere il responsabile della maggioranza delle orinate che trovo quando faccio per aprire la bottega. Credo che tra qualche momento inizierò a sbavare, improvvisamente sono uno zero del commercio, non lo sopporto. Era meglio non smontare dal letto, girarsi dall'altra parte, in altri tempi lo facevo ed ero diventato un recluso a domicilio, non avevo tante prospettive, zero anche allora. Oggi almeno avrei compagnia e spirito d'iniziativa, mi farei un tè e poi magari andrei a pisciare io stesso davanti al negozio. 
postato da: vonobox alle ore marzo 02, 2005 01:29 | Permalink | commenti (12)
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martedì, marzo 01, 2005
Penso che la gente potrebbe essere colpita dalla mutabilità dei miei umori, forse dalla mia vena elegiaca o da una mia intenzione. C'è un locale dove si va a bere, nel bagno c'è un water sopra cui è montato un inspiegabile specchio all'altezza dell'inguine, qualcuno ci ha scritto "guarda bene questo cazzo", e nella visione delle virtù latenti per una ricerca di senno si è fatto acuto nella minzione con un aforisma immortale. Personalmente non sono mai entrato con un pennarello in tasca in un gabinetto pubblico, e se qualcuno l'ha pensato, beh, questa è un'altra storia. Da ragazzino tenevi la bocca aperta con la testa rivolta al cielo sotto la pioggia perchè pensavi che quella era la pipì degli angeli, il muro del liceo che hai frequentato reca ancora l'epitaffio che qualcuno volle dedicarti, il tuo nome seguito da "bacia questo cazzo". Ho attizzato le micce delle polveriere infernali come un gaurdiano insubordinante del sangue del diavolo e ho risposto mentalmente alla telefonata di un altro: "pronto chi è?", "Stò cazzo". Il mio orecchio alla replica, il Dio Bambino nella trappola del sole, il chierichetto scoppiato con il disordine sopra ogni piano a portata di un braccio. Ho riletto una mia recensione di un disco e mi è sembrata imbarazzante, una stronzata, ma alla fine non m'importava, è un pezzo che non ne scrivo più. Dovrei? Non è il punto, il punto è perchè dovrei qualcosa, non cosa, che potrei non volere nulla di buono, o semplicemente alcunchè, nel senso di niente. Sono un buon timorato di Dio, no, sono un criminale indolente: voglio sparare, voglio sparare come Verlaine ma sono militesente, ciononostante mi hanno raccontato di un tale che si è fatto esplodere un bomba nelle palle. Sono suggestionato in particolar modo però dai racconti di malattie, in effetti non mi sento neanche bene. Se dovesse capitarmi una fine ingrata tipo morte in sanatorio/racconti incompiuti ti farei mia erede morale universale. Per ora potrebbe essere colpa dei peperoni, ma il pensiero l'ho fatto ugualmente.
postato da: vonobox alle ore marzo 01, 2005 21:18 | Permalink | commenti
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