***-__thedrumanchine-episodio perduto__-***_Mi capita ultimamente di ascoltare dovunque un brano di Chet Baker da un disco che adoro intitolato " Chet Baker & Crew", accendendo la radio o transitando di fronte ad un club da dove ne sento provenire le note inconfondibili. Forse non ho dormito a sufficienza, mi sento fluttuante come una gelatina e ho poca voglia di faticare. Alle 11 della mattina il mio saluto al mondo è "che palle il sistema", del resto non ho altra scelta che smontare dal letto. Sulla metro l'ambulante con la fisarmonica ha appena terminato l'esecuzione di qualche pezzo celebre e ora questua sul sottofondo di "Take Five" che parte dal minidisc subito in coda alla base ritmica. Capisco che dovrei ascoltare in cuffia qualcosa di simile. Il lavoro è una noia mortale, piove e nessuno entra a comprare niente. I miei occhi mutano in biglie inanimate incastonate nelle orbite. Le 15 e 30, le 16, le 17... Nulla, potrebbero essere tutti morti e forse è così. Si può acoltare il rumore di qualche aereo di linea lontano e l'eco sordo delle voci e dei cani sopra il transitare sommesso delle automobili, allarmi, motorette moleste, un clacson improvviso che introduce "avevo messo 'a freccia, cojone" in una stanca sbrigativa reiterazione cui non sento seguire nessuna risposta. Viaggio tranquillo verso le sei, or non più certo di cosa metterò in cassa, penso ad un biglietto d'auguri con su scritto "basta che c'è la salute". Le 6, nessuno, in cuffia "Next To Nothing" dei Savage Republic. 18 e 20: Un tale si ferma di fronte alla vetrina, quando mi volto non faccio neanche in tempo a vederlo andare via. 18 e 35, mi sono messo in allarme per un paio di cani che sembravano seriamente intenzionati a pisciare davanti al negozio, c'è nè uno dal vello ovino che vedo sempre qui in giro e che suppongo essere il responsabile della maggioranza delle orinate che trovo quando faccio per aprire la bottega. Credo che tra qualche momento inizierò a sbavare, improvvisamente sono uno zero del commercio, non lo sopporto. Era meglio non smontare dal letto, girarsi dall'altra parte, in altri tempi lo facevo ed ero diventato un recluso a domicilio, non avevo tante prospettive, zero anche allora. Oggi almeno avrei compagnia e spirito d'iniziativa, mi farei un tè e poi magari andrei a pisciare io stesso davanti al negozio.

