giovedì, agosto 25, 2005
Dalla finestra e attraverso la porta aperta riesco a vedere il mare da ambo i lati della lingua di terra che si protende giungendo dalla stazione di Santa Lucia: siamo quasi giunti in Venezia e fermi ad un semaforo ferroviario, sarei già sceso dal treno senza rendermi conto di non essere ancora in stazione, se non fossi stato trattenuto mentre iniziavo ad abbandonare il vagone letto nel bel mezzo di una tratta di pieno transito. Siamo determinati anzitutto a visitare la biennale ed il cimitero di S. Michele, ove sono sepolte alcune personalità d'illustre ingegno nell'arte. Venezia è in effetti immersa nell'atmosfera dell'evento, quest'anno molte opere sono state dislocate all'interno della città, oltre ai classici padiglioni dei Giardini e l'Arsenale. Sono stato qui 12 anni fa e, come non avemmo l'accortezza di fare allora con i miei, ho voglia di evitare gli agglomerati umani di giapponesi, tedeschi e americani che viaggiano in dozzine perfino in gondola. Voglia di smarrirsi soprattutto nelle calli, penso a come sarebbe incredibile inabissare le proprie transitorie sembianze annegando in mare precipitati qui, perchè Venezia evoca immediamente qualcosa di oscuro ed ineluttabile. Non è un caso che i versi che accompagneranno il mio ritorno a casa siano una delle più sublimi ed intime confessioni del Poe in fieri: "Io non riuscivo ad amare che là dove la Morte mescolava il suo fiato con quello della Bellezza". Difficile resistere al fascino delle rare maschere nelle botteghe artigiane o non farsi trascinare in tetre congetture fantastiche osservando le froge di formiechiere del medico della peste, la cui stramba fisionomia occhieggia in ogni vetrina. L'altra città, quella dell'isola del popolo estinto, ci ammalia in maniera speciale chiamandoci a sè. Del resto San Michele è il posto dove fare gli incontri più interessanti: passeggio di fianco a Stravinski e Diaghilev (quante scarpette da danza lasciate quale ommaggio sulla sua ultima dimora!), da qualche parte è sepolto Luigi Nono. Ho cercato vanamente la tomba di Ezra Pound, ma quale fosse con precisione non mi è stato dato di capire, vista la fatiscenza delle lapidi, ormai illegibili o distrutte. Comunque si trovava sicuramente nella sezione protestante che ho visitato. Siamo viaggiatori decadenti perduti in Venezia, forse Ezra Pound è più perduto di noi. In che Sestiere ci troviamo adesso? Come ci siamo arrivati? Non ho comprato niente, neppure un passaggio per Murano, no: qual'è il vaporetto per il camposanto? Le facce degli occasionali interrogati si torcono in smorfie che tradiscono sorpresa, dubbio e disorientamento. Certo signori, siamo una bella coppietta di mentecatti a piede libero che fanno turismo alienato in questa città. San Marco non la visitiamo, c'è un accalcamento folle per penetrarvi. Decidiamo di buttarci sulle Gallerie dell'Accademia, e mi duole constatare che queste sono invece un pò disertate. Per una cifra risibile possiamo avere accesso ad una immersione intensiva nella pittura più illuminante dell'arte classica. In centro c'è un caffè che mio padre sostiene essere antico assai e suggurisce di visitare, naturalmente sconsiglia la pur menoma consumazione, che è ben fuori dalla nostra possibilità. Chiaro che rosico allorchè appena le porte girevoli immittenti in questa specie di ritrovo per ultratitolati si affacciano nel mio campo visivo. Può ben dirsi una sorta di senso di appartenenza al sostrato umano secondo la fascia di abbienza. Non riesco a non essere rapito nei sensi, però, dalle eleganti orchestrine dei notturni caffè-concertò: una meraviglia. L'oscuro monito della meridiana di san Nicolò dei Mendicoli, non riesco completamente a decifrare, mi rammenta il sordo scandire del tempo che non ritorna. Il nostro hotel in Sestier S. Croce fronteggia la stazione ferroviaria di S. Lucia, solo un canale li separa.
postato da: vonobox alle ore agosto 25, 2005 03:25 | Permalink | commenti
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mercoledì, agosto 03, 2005
Un ringraziamento speciale a Komakino (la webzine www.inkoma.com ) & Pall Myskies, nonostante la mia latitanza dimostra sempre una grande stima per la mia [indegna] persona ed i miei progetti in arte. 
Colgo l'occasione anche per segnalare un paio di cosette che ho scritto su www.love-less.splinder.com : un articoletto sul rock industriale (lo trovate anche sul solito www.rock-botton.splinder.com) in data sabato 23 luglio 2005 (html di chicaglie) e poche righe sui grandi Tin Huey (sito ufficiale: www.tinhuey.com) in data odierna.
A presto?
Vono
 
 
postato da: vonobox alle ore agosto 03, 2005 16:26 | Permalink | commenti (3)
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