sabato, dicembre 24, 2005
venerdì, dicembre 09, 2005
Ed il cerchio si chiude con: you usually have a rhytm-pattern in your head (or style-imitation) into which you inser words... dai diari in tre lingue. Svelato l'arcano, fine del mio periodo bianco (?) e non a caso viene. Who knows... Alle prossime puntate, mannaggia Lorem psum dolor! Un criptico Vono.
mercoledì, dicembre 07, 2005
Un altro grande mito di Thedrumanchine è Vladimiro Visotsky, questa è una pagina zeppa di suoi mp3 gratuiti che ho scoperto stanotte e ci tenevo a segnalare. In questo sito trovate invece un libricino della collana Millelire con la traduzione dei testi di alcune sue canzoni da scaricare gratuitamente, l'introduzione è di una sempre ingiustamente dimenticata Amelia Rosselli.
"...E io guardo il mio sogno
Al di sopra delle teste
E con ardore credo nella purezza
Delle nevi e delle parole.
E passi pure del tempo
Non dimenticherò
Che qui, dentro di me, ho potuto annientare
I dubbi.
L’acqua lo stesso giorno mi sussurrava:
«Il successo eterno!».
Ma il giorno, che giorno era allora?
Ah sì! Mercoledì."
Buonanotte.
venerdì, dicembre 02, 2005
L’inverno è arrivato con un desiderio di ritorno carico di sussiego ed austerità, ho il naso umido come quello di un cane e sono avvolto nei miei panni come un caldarrostaio. E’ un freddo maledetto, ho sempre le mani gelate e guanti non ne compero perché oggi li fanno con gli stessi materiali delle tute degli astronauti o buoni per andare in spedizione sui ghiacciai perenni, tutto come accuratamente riportato nell’etichetta a garanzia del fatto che il guanto resisterà anche se una slavina vi ha otturato il buco del culo, però devi stare mezz’ora a cercare di toglierli se vuoi prendere la chiave del portone dal mazzo per poi infilarla e riuscire a girare, perché i sette strati di materiale progettato dalla NASA ti fanno le dita della dimensione di un wurstel. Anni addietro ero solito portare guanti neri elastici fini tagliati sulle dita, tutti mi prendevano per il culo pretendendo di vedere se sotto c’erano le stigmate. Stronzate. Intorno Roma è già velato di biancore, qualche volta succede di vedere rapide nevicate anche in città. Ricordo almeno tre o quattro occasioni in cui ho veduto cadere fittamente fiocchi sul quartiere, tutto si scioglieva dopo poche ore, a parte la nevicata dell’84 (mi pare, ma sono troppo giovane per ricordare con esattezza) che fu un’anomalia per abbondanza e durata. Ho quasi una voglia infantile di prendere un treno per la provincia ed andare a godere il nitore purissimo del manto gelato. Sono un imbecille, senza dubbio, ho delle grandi idee ma nessuna di queste risiede nel cervello, qualcuno dovrebbe pagare il riscatto dei miei neuroni. Piove, piove, a volte si prepara a piovere di questi tempi a Roma. Il contratto per il mio attuale detestato lavoro è alfine giunto alla scadenza, comunque era diventato sempre più insopportabile per via dei contrastati rapporti intercorsi tra me, il resto del personale ed il boss. Tra il bancone ed il mobile alla parete corre un passaggio assai stretto, spesso i pomelli che fungono da maniglie per le cassettiere in basso agganciano le tasche dei pantaloni provocando strappi, il più umiliante dei quali è venuto e verificarsi all’altezza delle mie terga proprio ieri. Mentre sto facendo una figura imbarazzante cercando di confezionare un pacchetto regalo per una cliente, lo speaker alla radio (che sono solito tenere accesa) impazzisce, iniziando a parlare di un qualche marinaio che si fa un pippa: merda! Ma perché? Sento il gelo chiudersi come una morsa intorno a me. A casa della mia insegnante d'inglese, dopo il lavoro, mi viene sottoposto uno speciale in lingua sul Saturday Night Live registrato dalla Tv e mi sorprende constatare che ci sono anche spezzoni di ottime performance in studio di Lone Justice e Cowboy Junkies: a giudicare dalle acconciature e dal make up è indubbio che sono state registrate negli anni 80 del 900, perché oggi neanche un trans di Rio De Janeiro (magari amico del marinaio di cui sopra) su un carro del gay pride il giorno dopo aver vinto la lotteria si farebbe vedere in giro combinato così. Mentre visionavo il video ho bevuto qualche bicchiere di coca e solo adesso che esco in strada mi rendo conto che mi ha provocato una discreta cacarella. Aspetto invano il bus e decido di attraversare a piedi, con varie soste e non senza difficoltà, via di S. Costanza (dove mi sovviene che s'invoca per il mal di panza) da Piazza Istria fino alla prima fermata di via XXI Aprile. Un minuto circa ancora di attesa prima di salire sulla linea diretta verso il metrò di Piazza Bologna, poi non dovrò per mia fortuna deambulare ancora molto. A mezzanotte sono a casa, d'umore umbratile. Passo la notte a mangiare torta di mele davanti al computer senza sapere bene che fare. Ascolto vecchi dischi mentre sono su internet: mi sembra come gironzolare in una parte attiva di una città dove scopro sempre qualcosa d'imprevisto, allucinante e disturbante come i quadri di Francis Bacon che osservo attraverso lo schermo in riduzioni per la rete prima di coricarmi: sento che il mio apparato digerente è ridotto proprio in quel modo.
postato da: vonobox alle ore dicembre 02, 2005 06:03 |
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