sabato, luglio 21, 2007
Quest'oggi ero molto irrequieto, mi muovevo camminando. Sento delle persone parlare forte la sera in un idioma che non conosco (Filippine, Bangladesh, Tor Pignattara?), non capisco se litighino o no, benchè si distingua chiaramente un rumore di gran botte, in verità a me pare lo schiantare di un maldestro manovrare di vettovaglie. Talvolta sento anche provenire di là l'invocazione di alcuno che grida "aiutooooo, aiutoooo", siccome la richiesta di soccorso è in itagliano capisco non può essere nessuno di loro e mi cheto dal mio penoso stato d'allarme. Fa molto flasdro, una ragione in più per lamentarsi in cucchiani. Io penso che tutto sommato invece non ci si possa lamentare, specialmente dall'una alle quattro e nei giorni peripatetici, come nel buon uso di ogni condimio.



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Non si può stare lì a parlamentare del nichelcadmio

adesso calmatevi e togliete il minicicciolo dal vaso da notte cacato prima che sia troppo tardi, tipo le cinque e un quarto

Desidero dirti che ti sarò sempre vimini, come la marca dell'acqua

macQualcuno dovrà spiegare a tutta questa gente la differenza tra velcro, peltro, feltro e cartascottex

sarà utile allo scopo la comparazione tra corrente elettrica saponata e penna bic senza tappo



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Questa frase si scrive così.
postato da: vonobox alle ore luglio 21, 2007 23:03 | Permalink | commenti
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sabato, luglio 21, 2007
Non le avrei comunicato le mie perplessità fin quando non fossi stato completamente sicuro, del resto dovevo pur deambulare un poco al dì se non volevo diventare quadrilargo o tetraobeso. Mi piace comunque l'idea di un posto dove si fa senza sapere esattamente cosa, bene inteso. Sapeste che gran diari "scrivo" nella mia testa quando cammino ramingo, solo che quando cerco di fissare quelle idee per iscritto tutto sembra dissolversi. Bisogna procedere ad onta della logica, talvolta ed anche sovente, se si vuol superare un primo ordine di problemi soprattutto legati alla disciplina e al pudore della scrittura. Da quando esiste internet quasi tutti hanno il problema di disilludere il proprio pubblico, per rado che sia. Bisogna essere carenti di parole oppure prodighi oltre ogni misura affinchè ogni locuzione si circonfonda di mistero o di noia fino all'implosione per essere finalmente ignorata come merita e registrata subliminalmente dal cervello come informazione accessoria, un insieme grafemi senza interpretazione neppure gradevole a vedersi. Se si è particolarmente capaci in questo esercizio la noia subentra perfino nel momento in cui si scrive, come adesso ad esempio, senza falsa modestia.
postato da: vonobox alle ore luglio 21, 2007 22:36 | Permalink | commenti
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