venerdì, ottobre 31, 2008
Per la prima volta trovo in un'opera, non senza stupore, il tema del dissidio tra vita in arte e vita borghese che tanto mi ha sempre dato da riflettere. Parlo del "Tonio Kroger" di Mann, perdonate l'omissione, ma non so come ottenere le dieresi con una tastiera impostata per l'italliano corrente. Uno si trova di fronte a questi annosi problemi di digitazione e poi s'imbatte nelle esecrate dieresi dell'esecrando (pertanto simpatico) Pascoli antologizzato da Sanguineti, esecrante la punteggiatura in genere, a causa di un incauto acquisto avvenuto in un meriggio piovoso presso una bancarella. L'affaire fu durante una pausa pranzo, prima di abbarbicarmi nel sopore della guardiola ad attendere, e qui il problema di ingannare il tempo ed estinguere completamente il debito delle 10 giornaliere contemplate nel contratto, il vespertino ottenebrare che mi consentisse l'oblio nei luoghi e nei modi designati dai miei pigri desideri. Tornando a Kroger e relativi dissidi interiori tra vita in arte e vita borghese, credevo fosse un problema di questi tempi, intendo di questi ultimi trenta o quarant'anni. Evidentemente mi sbagliavo, un'ingenuità che ad altri avrei contestato. Le ambasce che mi derivano dal non riuscire e, contemporaneamente, dall'avere l'orrore d'imborghesirmi, insieme con una propensione genetica per l'arte, si specchiano nella disciplina conquistata da Kroger: amare ed un poco invidiare i "sani", i "normali", ed accettare il proprio particolare status. Ripudiando ogni forma di gratuito protagonismo che potrebbe derivare dall'operare nell'arte, se questa è la chiave di lettura, si dovrebbe procedere nella materia artistica con una certa austerità e coscienza. Non ci si può certo chiamare indietro. Non credevo che qualcuno si fosse così esplicitamente confrontato con queste tematiche, peraltro in tempi non sospetti, almeno per me. "Cane e padrone" mi ha invece un po' rotto i coglioni, con tutto il rispetto, ho letto un paio di pagine e sono immediatamente passato ad altri volumi: il novecento italiano del Sanguineti acquistato a scatola chiusa, ove ho avuto la ventura d'imbattermi immediatamente nel Pascoli. A volte la vita fa schifo.
postato da: vonobox alle ore ottobre 31, 2008 11:40 | Permalink | commenti
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venerdì, ottobre 31, 2008
Perdevo il mio tempo a lottare con il giornalista di una televisione nazionale, il quale non voleva saperne di condurre le sue interviste filmate dall'altra parte della strada e non intralciando l'ingresso dell'edificio. La sua condotta mi costringeva ad una stupida ostilità che avrebbe potuto essermi risparmiata: non avevo proprio genio di far la parte della ottusa guardiania che difende gli interessi del padrone con vergognosa grettezza, benché sovente si sia chiamati anche a questo per sopravvivere. Cercavo soprattutto di agevolare coloro che, essendo venuti ad impegnare beni per far fronte alle personali difficoltà, avevano più di qualche reticenza all'idea di dover apparire in una trasmissione di carattere nazionale. Umanissima necessità, ma che il giornalista parve ignorare nel nome di un deformato diritto alla pubblica informazione. Ma che vuoi informare poi, non ci sarebbe molto da render noto se ci si sporcasse davvero un poco con il mondo ed i suoi individui, basterebbe solo cercare l'umano nel fatto e ci si ritroverebbe a vacillare pericolosamente nell'abisso del riconoscere sé stessi. Non si può contemplare l'errore senza essere un poco ottusi, ma anche questo è umano, lo lascerò quindi evaporare nel novero delle oziose considerazioni che si smarriscono nelle brume del cerebro. Ritengo la professionalità un fenomeno di deformazione professionale: chiunque volesse rendere un servizio al prossimo, dovrebbe quasi dimenticarsi di essere e piuttosto badare all'adempimento delle proprie funzioni senza troppe cerimonie. E' forse per questo che le lotte sindacali tendono, in qualche caso, a snervarmi. Per lavorare bene bisognerebbe essere il più privi di capacità e cretini possibile, vessati dall'odio, dall'ozio e dall'incapacità delle gerarchie superiori, delle quali malefatte si è senz'altro esponenzialmente responsabili nella misura in cui ci si trova più in basso. Questo è finalmente perdere tempo per sopravvivere. Bisognerebbe avere a cuore gli altri, comportarsi come e peggio di loro. Se si ha la forza di sopportare quello che altri non possono, si ha il dovere morale di farlo, anche mentre gli altri se la godono ben bene alla nostra faccia, perché ognuno è quello che è e quello che vale: niente.
postato da: vonobox alle ore ottobre 31, 2008 10:06 | Permalink | commenti
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giovedì, ottobre 30, 2008
Leggendo da un libro un passo che parlava della bontà dell'Irish Stew e glorificava il paese che ha dato il nome al piatto, mi sono domandato che paese fosse questo Stew.
postato da: vonobox alle ore ottobre 30, 2008 20:43 | Permalink | commenti
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venerdì, ottobre 24, 2008
tecno mostro



tri
postato da: vonobox alle ore ottobre 24, 2008 18:18 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, ottobre 08, 2008
Weirdo garage e shitgaze, più di un ottimo compendio sulle ultime frontiere della musica storta, firma un ispirato Antonio Ciarletta, una delle teste dell'ottima webzine Pillaloo, e pubblica Ondarock: www.ondarock.it/speciali/weirdgarage.htm. Grande stima per questo signore, date uno sguardo anche all'articolo che dedicò all'etichetta statunitense Hungry Eye: http://www.ondarock.it/speciali/hungryeye.htm. . Nel frattempo esce l'ultimo numero di Blow Up con una doppietta del Mattioli: un articolo sullo shitgaze e uno commemorativo sulla no wave a trent'anni esatti (7 dicembre 1978) dall'uscita della compilation "No New York". A proposito di garage sporco: la nuova convincente prova degli amatissimi Human Eye rischia di passare in sordina nel caos del generale entusiasmo che in questa ennesima ventata di rinnovamento ha contagiato un po' tutti. Occhio anche ai http://www.hookorcrook.com/. Occhio anche ai Billy Bao, suggerisce Trap Jaw. Concordo. Occhio ai Women, aggiungo io.



Avevo pazientato quarant'anni, ora basta... Ovvero: il ritorno dell'Olivieri....



Un ritorno per me gradito due volte è quello dell'amico Antonio Olivieri, perché non lo sentivo dai tempi della diaspora che ha posto fine alla fortunatissima esperienza di Loveless (trovate ciò che ne rimane all'indirizzo www.love-less.splinder.com) e perché ha dato vita alla nuova webzine che aveva in mente da qualche tempo: http://marquee-moon.blogspot.com/. Marquee Moon è un blog che parla di garage, new wave, dark e suoni affini. Lo stile è sempre quello del buon vecchio Olivieri, cioè O & K. Quale nota di rilievo segnalo l'esistenza di una distro in seno alla fanza, quindi è possibile anche far spese. Leggete!



Dopo rileggerò quello che ho scritto che è notte fonda, me sto a invecchià e non capisco più un gozzo.
postato da: vonobox alle ore ottobre 08, 2008 02:32 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, ottobre 08, 2008




I pedali più belli del mondo!!!!!! Visitate assolutamante il sito se siete fanatici del circuitaggio alla maniera di Casper Electronics. Fantascienza pura!



http://www.4mspedals.com/

postato da: vonobox alle ore ottobre 08, 2008 00:59 | Permalink | commenti (2)
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